Le porte si retro-alimentano, da quando esisteno, attraverso un sistema di segni, immagini e parole che esso stesso genera. Pochi altri elementi dell’architettura e della costruzione sono capaci di originare tanta produzione culturale che esula dal puro dato funzionale. Da qui l’interesse per la porta in quanto oggetto dell’architettura e per l’universo di senso che essa riesce a produrre e che viene indagato in questo saggio. Gli architetti di varie epoche ne hanno sperimentato la forza compositiva e la potente fascinazione. Trattatisti quali, ad esempio, Sebastiano Serlio e Wendel Dietterlin hanno dedicato interi libri alle porte: ne hanno illustrato gli schemi compositivi e le modalità decorative. Artisti come Lorenzo Ghiberti e Auguste Rodin hanno rappresentato le porte del paradiso e dell’inferno. I pittori olandesi del Seicento le hanno usate nelle loro pitture di genere per accrescere l’artificio pittorico e lo stupore che ne deriva. Poste all’accesso delle opere di architettura, esse annunciano il passaggio e presagiscono quello che si trova oltre: incipit architettonico, esse preludono alla ‘storia’ che sarà narrata.

Porte. Spazi, segni, parole, immagini

BURGIO, GIANLUCA
2015

Abstract

Le porte si retro-alimentano, da quando esisteno, attraverso un sistema di segni, immagini e parole che esso stesso genera. Pochi altri elementi dell’architettura e della costruzione sono capaci di originare tanta produzione culturale che esula dal puro dato funzionale. Da qui l’interesse per la porta in quanto oggetto dell’architettura e per l’universo di senso che essa riesce a produrre e che viene indagato in questo saggio. Gli architetti di varie epoche ne hanno sperimentato la forza compositiva e la potente fascinazione. Trattatisti quali, ad esempio, Sebastiano Serlio e Wendel Dietterlin hanno dedicato interi libri alle porte: ne hanno illustrato gli schemi compositivi e le modalità decorative. Artisti come Lorenzo Ghiberti e Auguste Rodin hanno rappresentato le porte del paradiso e dell’inferno. I pittori olandesi del Seicento le hanno usate nelle loro pitture di genere per accrescere l’artificio pittorico e lo stupore che ne deriva. Poste all’accesso delle opere di architettura, esse annunciano il passaggio e presagiscono quello che si trova oltre: incipit architettonico, esse preludono alla ‘storia’ che sarà narrata.
978-88-97373-85-8
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