Con riferimento ad un modello transazionale ed ecologico dello sviluppo (Sameroff A.J., Chandler M.J., 1975; Bronfenbrenner U., 1986) si sono volute indagare, mediante un’osservazione diretta e sistematica, le prime fasi della relazione madre-bambino in contesti a rischio psicosociale. È stata valutata, inoltre, l’associazione tra le caratteristiche della suddetta relazione, caratteristiche psicologiche materne (stato mentale attuale della madre rispetto all’attaccamento e profilo di rischio psicopatologico) e aspetti della regolazione emotiva e del funzionamento emotivo-adattivo del bambino.Nell’insieme dei risultati emerge che tutte le diadi madre-bambino del gruppo a “rischio” presentano modalità relazionali altamente disfunzionali. La valutazione dello status psicopatologico materno, inoltre, ha evidenziato che le madri a “rischio”, rispetto alle madri del gruppo di controllo, presentano più alti livelli di disagio psicopatologico percepito e nei loro figli sono stati rilevati problemi emotivo-comportamentali, espressi in stati d’animo di rabbia, ostinazione, tristezza e in comportamenti oppositivi.

La relazione madre-bambino nel contesto delle Case Famiglia

GUARINO, SIMONA;
2007-01-01

Abstract

Con riferimento ad un modello transazionale ed ecologico dello sviluppo (Sameroff A.J., Chandler M.J., 1975; Bronfenbrenner U., 1986) si sono volute indagare, mediante un’osservazione diretta e sistematica, le prime fasi della relazione madre-bambino in contesti a rischio psicosociale. È stata valutata, inoltre, l’associazione tra le caratteristiche della suddetta relazione, caratteristiche psicologiche materne (stato mentale attuale della madre rispetto all’attaccamento e profilo di rischio psicopatologico) e aspetti della regolazione emotiva e del funzionamento emotivo-adattivo del bambino.Nell’insieme dei risultati emerge che tutte le diadi madre-bambino del gruppo a “rischio” presentano modalità relazionali altamente disfunzionali. La valutazione dello status psicopatologico materno, inoltre, ha evidenziato che le madri a “rischio”, rispetto alle madri del gruppo di controllo, presentano più alti livelli di disagio psicopatologico percepito e nei loro figli sono stati rilevati problemi emotivo-comportamentali, espressi in stati d’animo di rabbia, ostinazione, tristezza e in comportamenti oppositivi.
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