L’attività fisica in ambito educativo consente al bambino disabile di potersi esprimere pienamente, uscendo dagli stretti recinti delle pratiche sanitario-riabilitative, svolgendo a scuola attività fisiche in cui non siano richieste particolari doti ma indispensabili attività motorie, per includere il soggetto potenziandone al massimo il percorso per l’autonomia personale e sociale. L’attività fisica adattata in ambito educativo è uno strumento importante perché è servita ad allargare l’orizzonte della pratica motoria a forme più complesse (educativa, rieducativa, di puro divertimento e di competizione), collegandole alla esigenza fondamentale per i soggetti disabili, cioè offrire loro nuove e originali opportunità inclusive attraverso la mediazione corpo e movimento. L’attività fisica e il suo adattamento rappresenta una concezione compensatrice attraverso la regolazione tecnica e materiale, ma prima ancora consente di mettere in campo una grande area di esperienze tra l’individuo e il campo sociale, per rompere tutte le gabbie che chiudono il soggetto disabile all’interno del perimetro della sedentarietà e dell’ipocinesia e lungo questa via lo conducono inesorabilmente alla perdita dei legami sociali. La costruzione della dimensione corporea, dell’immagine di sé, delle possibilità di lavorare con le abilità residue del soggetto disabile è alla base della didattica del movimento, a cominciare dal ciclo dell’istruzione primaria, che può essere svolta nel laboratorio motorio. Quando si pensano i luoghi, gli ambienti e gli spazi propri delle scienze motorie la mente va alla palestra e agli spazi aperti, pochi pensano al laboratorio motorio e ancora meno sono coloro i quali immaginano un luogo in cui svolgere attività motorie compensate e adattate, per intervenire su particolari aspetti dello sviluppo complessivo del soggetto. Il laboratorio motorio consente al bambino di essere soggetto e oggetto dei vari processi cognitivi, motori e affettivo-relazionali, aiutandolo a partecipare in prima persona agli itinerari espressivi, divenendo il mediatore universale delle diverse dimensioni del suo processo di crescita.

L’esperienza del laboratorio motorio nei processi di integrazione della diversabilità.

PIGNATO, Salvatore
2012

Abstract

L’attività fisica in ambito educativo consente al bambino disabile di potersi esprimere pienamente, uscendo dagli stretti recinti delle pratiche sanitario-riabilitative, svolgendo a scuola attività fisiche in cui non siano richieste particolari doti ma indispensabili attività motorie, per includere il soggetto potenziandone al massimo il percorso per l’autonomia personale e sociale. L’attività fisica adattata in ambito educativo è uno strumento importante perché è servita ad allargare l’orizzonte della pratica motoria a forme più complesse (educativa, rieducativa, di puro divertimento e di competizione), collegandole alla esigenza fondamentale per i soggetti disabili, cioè offrire loro nuove e originali opportunità inclusive attraverso la mediazione corpo e movimento. L’attività fisica e il suo adattamento rappresenta una concezione compensatrice attraverso la regolazione tecnica e materiale, ma prima ancora consente di mettere in campo una grande area di esperienze tra l’individuo e il campo sociale, per rompere tutte le gabbie che chiudono il soggetto disabile all’interno del perimetro della sedentarietà e dell’ipocinesia e lungo questa via lo conducono inesorabilmente alla perdita dei legami sociali. La costruzione della dimensione corporea, dell’immagine di sé, delle possibilità di lavorare con le abilità residue del soggetto disabile è alla base della didattica del movimento, a cominciare dal ciclo dell’istruzione primaria, che può essere svolta nel laboratorio motorio. Quando si pensano i luoghi, gli ambienti e gli spazi propri delle scienze motorie la mente va alla palestra e agli spazi aperti, pochi pensano al laboratorio motorio e ancora meno sono coloro i quali immaginano un luogo in cui svolgere attività motorie compensate e adattate, per intervenire su particolari aspetti dello sviluppo complessivo del soggetto. Il laboratorio motorio consente al bambino di essere soggetto e oggetto dei vari processi cognitivi, motori e affettivo-relazionali, aiutandolo a partecipare in prima persona agli itinerari espressivi, divenendo il mediatore universale delle diverse dimensioni del suo processo di crescita.
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