Se storicamente le lesbiche sono state quasi interamente assenti, patologizzate e marginalizzate nella rappresentazione discorsiva pubblica, in tempi più recenti si è assistito ad una loro maggiore presenza in TV e in riviste di larga diffusione. Negli ultimi dieci anni infatti sono usciti diversi romanzi e film che includono rapporti tra donne. Tuttavia, tale maggiore visibilità non ha portato ad una maggiore dicibilità dell’identità lesbica, poiché le relazioni tra donne continuano ad essere associate a comportamenti patologici, alla malattia e a diverse forme di abiezione; inoltre, le loro relazioni sono quasi sempre puntualmente destinate a fallire. Allo stesso tempo, in tempi recenti alcuni personaggi mediatici femminili che sono in una relazione con altre donne hanno finalmente iniziato a sviluppare un certo livello di apertura riguardo alla loro sessualità. Però in molti casi esse rifiutano di definirsi e di essere definite ‘lesbiche’. Questo accade perché siamo andati oltre le etichette identitarie? O si tratta di una forma di lesbofobia interiorizzata che si attualizza nella negazione linguistica che diventa a sua volta una forma di autonegazione identitaria? In ogni caso, si tratta di un fenomeno in costante crescita, che indica che il termine ‘lesbica’ porti con sè ancora un forte stigma socio-culturale, oltre che strettamente linguistico. In questo articolo esploro tali questioni in relazione all'evoluzione della figura della lesbica nel cinema, nella letteratura e nei media contemporanei.

“Dirsi lesbica oggi? Lesbofobia nei media italiani tra indicibilità e invisibilità”

ANTOSA, SILVIA
2014

Abstract

Se storicamente le lesbiche sono state quasi interamente assenti, patologizzate e marginalizzate nella rappresentazione discorsiva pubblica, in tempi più recenti si è assistito ad una loro maggiore presenza in TV e in riviste di larga diffusione. Negli ultimi dieci anni infatti sono usciti diversi romanzi e film che includono rapporti tra donne. Tuttavia, tale maggiore visibilità non ha portato ad una maggiore dicibilità dell’identità lesbica, poiché le relazioni tra donne continuano ad essere associate a comportamenti patologici, alla malattia e a diverse forme di abiezione; inoltre, le loro relazioni sono quasi sempre puntualmente destinate a fallire. Allo stesso tempo, in tempi recenti alcuni personaggi mediatici femminili che sono in una relazione con altre donne hanno finalmente iniziato a sviluppare un certo livello di apertura riguardo alla loro sessualità. Però in molti casi esse rifiutano di definirsi e di essere definite ‘lesbiche’. Questo accade perché siamo andati oltre le etichette identitarie? O si tratta di una forma di lesbofobia interiorizzata che si attualizza nella negazione linguistica che diventa a sua volta una forma di autonegazione identitaria? In ogni caso, si tratta di un fenomeno in costante crescita, che indica che il termine ‘lesbica’ porti con sè ancora un forte stigma socio-culturale, oltre che strettamente linguistico. In questo articolo esploro tali questioni in relazione all'evoluzione della figura della lesbica nel cinema, nella letteratura e nei media contemporanei.
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