In Italia durante una crisi economica uno dei pochi mercati che non subisce rilevanti ripercussioni è quello del gioco, anzi, esiste una relazione inversa fra situazione socioeconomica e crescita del settore. Il gioco d’azzardo può essere considerato come un termometro della crisi economica e finanziaria di un paese: all’aumentare della crisi, reale o percepita, corrisponderebbe un aumento del denaro speso per giocare e un contestuale decremento dei consumi. È una situazione paradossale dovuta alla gestione del denaro da parte delle persone e la pubblicizzazione del gioco d’azzardo da parte dello Stato. In tempi di crisi emerge l’illusione di poter vincere facile e cambiare vita col gioco d’azzardo, un settore che lo Stato ha contribuito a promuovere su larga scala con un conseguente aumento del numero di persone che sviluppano dipendenze patologiche dal gioco d’azzardo. Infatti è vero che le vincite sono tassate e quindi le casse dello Stato ne trovano un beneficio, ma è necessario considerare che chi soffre di questa malattia ha una diminuzione della produttività sul lavoro (ed eventuale perdita del posto) che può sfociare in criminalità. Si aggiungano eventuali fenomeni di bancarotta e i costi sanitari. Inoltre il gioco ha un elevato impatto sul singolo individuo soggetto a stress e depressione, e può essere uno dei principali motivi di divorzio e suicidio. Al fine di affrontare tale problematica il lavoro si concentra sull’analisi delle caratteristiche principali del gioco d’azzardo (legale) in Europa e in Italia, sulle varie interpretazioni sociologiche del fenomeno e si propone un’ipotesi di lavoro, anche sulla base dei dati osservati, per verificare il legame tra crisi economica e gioco d’azzardo. Obiettivo del presente lavoro è quindi quello di studiare la relazione tra le condizioni socio-economiche degli italiani e la loro propensione a spendere in giochi d’azzardo anche a seguito della recente crisi economica.

Gioco d'azzardo e crisi economica

SABATINO, MICHELE
2016

Abstract

In Italia durante una crisi economica uno dei pochi mercati che non subisce rilevanti ripercussioni è quello del gioco, anzi, esiste una relazione inversa fra situazione socioeconomica e crescita del settore. Il gioco d’azzardo può essere considerato come un termometro della crisi economica e finanziaria di un paese: all’aumentare della crisi, reale o percepita, corrisponderebbe un aumento del denaro speso per giocare e un contestuale decremento dei consumi. È una situazione paradossale dovuta alla gestione del denaro da parte delle persone e la pubblicizzazione del gioco d’azzardo da parte dello Stato. In tempi di crisi emerge l’illusione di poter vincere facile e cambiare vita col gioco d’azzardo, un settore che lo Stato ha contribuito a promuovere su larga scala con un conseguente aumento del numero di persone che sviluppano dipendenze patologiche dal gioco d’azzardo. Infatti è vero che le vincite sono tassate e quindi le casse dello Stato ne trovano un beneficio, ma è necessario considerare che chi soffre di questa malattia ha una diminuzione della produttività sul lavoro (ed eventuale perdita del posto) che può sfociare in criminalità. Si aggiungano eventuali fenomeni di bancarotta e i costi sanitari. Inoltre il gioco ha un elevato impatto sul singolo individuo soggetto a stress e depressione, e può essere uno dei principali motivi di divorzio e suicidio. Al fine di affrontare tale problematica il lavoro si concentra sull’analisi delle caratteristiche principali del gioco d’azzardo (legale) in Europa e in Italia, sulle varie interpretazioni sociologiche del fenomeno e si propone un’ipotesi di lavoro, anche sulla base dei dati osservati, per verificare il legame tra crisi economica e gioco d’azzardo. Obiettivo del presente lavoro è quindi quello di studiare la relazione tra le condizioni socio-economiche degli italiani e la loro propensione a spendere in giochi d’azzardo anche a seguito della recente crisi economica.
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