Il lavoro si pone l’obiettivo di presentare ed approfondire le caratteristiche, il funzionamento e gli effetti della politica monetaria non convenzionale denominata Quantitative Easing (QE). Attraverso tale politica la Banca Centrale acquista direttamente sul mercato secondario titoli e strumenti finanziari immettendo nuova moneta. I titoli acquistati sono di varia natura: non solo titoli di stato, ma anche obbligazioni societarie. Attraverso tali acquisti la banca centrale cerca di ridurre fin quasi ad annullare appiattire verso lo 0 tutti i tassi di interesse, fornendo così uno stimolo forte all’attività economica. Questa politica è stata adottata per la prima volta alla fine degli anni ‘90, quando il Giappone ha attraversato una delle più gravi crisi che i Paesi avanzati abbiano mai visto nella loro storia recente. I benefici registrati dall’economia nipponica a seguito dell’implementazione del QE sono stati di particolare rilievo. La crisi finanziaria globale iniziata nel 2007 ha causato un aumento vertiginoso del debito sovrano nelle economie avanzate. L’aumento del debito sovrano, accumulatosi già nei decenni precedenti, e la preoccupazione crescente riguardo al possibile default degli Stati coinvolti, ha messo in moto una serie di riflessioni relative alla soluzione di tale problema. Da qui la decisione degli Stati Uniti d’America, successivamente del Regno Unito ed infine del resto d’Europa di adottare tale strumento. Tuttavia mentre per le altre economie avanzate è possibile esprimere un giudizio in merito al funzionamento ed ai risultati ottenuti con l’adozione di tale politica, per l’Europa è ancora presto per esprimere un analogo giudizio. Si cercherà a conclusione di questo elaborato di fornire una panoramica dei principali effetti finora riscontrati per l’economia italiana, dall’introduzione nel Marzo 2015 del programma QE.

Quantitative easing in Europa: funzionamento ed effetti per l’economia Italia

TALAMO, GIUSEPPINA
2017

Abstract

Il lavoro si pone l’obiettivo di presentare ed approfondire le caratteristiche, il funzionamento e gli effetti della politica monetaria non convenzionale denominata Quantitative Easing (QE). Attraverso tale politica la Banca Centrale acquista direttamente sul mercato secondario titoli e strumenti finanziari immettendo nuova moneta. I titoli acquistati sono di varia natura: non solo titoli di stato, ma anche obbligazioni societarie. Attraverso tali acquisti la banca centrale cerca di ridurre fin quasi ad annullare appiattire verso lo 0 tutti i tassi di interesse, fornendo così uno stimolo forte all’attività economica. Questa politica è stata adottata per la prima volta alla fine degli anni ‘90, quando il Giappone ha attraversato una delle più gravi crisi che i Paesi avanzati abbiano mai visto nella loro storia recente. I benefici registrati dall’economia nipponica a seguito dell’implementazione del QE sono stati di particolare rilievo. La crisi finanziaria globale iniziata nel 2007 ha causato un aumento vertiginoso del debito sovrano nelle economie avanzate. L’aumento del debito sovrano, accumulatosi già nei decenni precedenti, e la preoccupazione crescente riguardo al possibile default degli Stati coinvolti, ha messo in moto una serie di riflessioni relative alla soluzione di tale problema. Da qui la decisione degli Stati Uniti d’America, successivamente del Regno Unito ed infine del resto d’Europa di adottare tale strumento. Tuttavia mentre per le altre economie avanzate è possibile esprimere un giudizio in merito al funzionamento ed ai risultati ottenuti con l’adozione di tale politica, per l’Europa è ancora presto per esprimere un analogo giudizio. Si cercherà a conclusione di questo elaborato di fornire una panoramica dei principali effetti finora riscontrati per l’economia italiana, dall’introduzione nel Marzo 2015 del programma QE.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/122177
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