Non è possibile, ancora oggi, definire con certezza il significato da attribuire al concetto di soggettività pubblica. In particolare, il dibattito sulla soggettività pubblica rappresenta una delle problematiche irrisolte del diritto amministrativo ed in cui sono presenti notevoli zone d’ombra. Ciò sembra ricordare la realtà pirandelliana del celebre libro “Uno, nessuno, centomila”, in cui l’Autore siciliano ritiene che “una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”. Il ruolo che ha assunto il legislatore appare decisamente confuso, avendo contribuito esso stesso ad incrementare le incertezze attraverso interventi disomogenei e avendo creato modelli soggettivi profondamente differenti, accomunanti solo dalla loro qualificazione formale, spingendosi, talvolta, a sovrapporre regole e principi appartenenti ad emisferi del diritto diversi. Il presente contributo, attraverso l’analisi delle diverse posizioni già acquisite in dottrina ed in giurisprudenza, ha come obiettivo quello di offrire “nuovi” strumenti concettuali utili a razionalizzare il dibattito e cogliere gli elementi giuridici che caratterizzano la soggettività pubblica “multilivello” del nuovo millennio. Un “tentativo” utile, soprattutto, per definire se oggi sia possibile concretamente conciliare la soggettività “cangiante” con il principio di legalità.

Contributo allo studio della soggettività pubblica. Gli effetti giuridici della soggettività "speciale" tra natura del soggetto e volontà del legislatore nazionale e comunitario

GARGANO, GIACOMO
2017

Abstract

Non è possibile, ancora oggi, definire con certezza il significato da attribuire al concetto di soggettività pubblica. In particolare, il dibattito sulla soggettività pubblica rappresenta una delle problematiche irrisolte del diritto amministrativo ed in cui sono presenti notevoli zone d’ombra. Ciò sembra ricordare la realtà pirandelliana del celebre libro “Uno, nessuno, centomila”, in cui l’Autore siciliano ritiene che “una realtà non ci fu data e non c’è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”. Il ruolo che ha assunto il legislatore appare decisamente confuso, avendo contribuito esso stesso ad incrementare le incertezze attraverso interventi disomogenei e avendo creato modelli soggettivi profondamente differenti, accomunanti solo dalla loro qualificazione formale, spingendosi, talvolta, a sovrapporre regole e principi appartenenti ad emisferi del diritto diversi. Il presente contributo, attraverso l’analisi delle diverse posizioni già acquisite in dottrina ed in giurisprudenza, ha come obiettivo quello di offrire “nuovi” strumenti concettuali utili a razionalizzare il dibattito e cogliere gli elementi giuridici che caratterizzano la soggettività pubblica “multilivello” del nuovo millennio. Un “tentativo” utile, soprattutto, per definire se oggi sia possibile concretamente conciliare la soggettività “cangiante” con il principio di legalità.
978-88-9391-080-4
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/122558
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