Vi è un limite superato il quale la mancanza di spazio vita-le rappresenta un’afflizione che si può accompagnare arbitrariamente alla durata della detenzione, allontanando la pena dalla previsione costituzionale secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione. Vi è, invero, un limite oltre il quale la mancanza di spazio rende la pena disumana, in violazione dell’art. 27, comma 3, Cost., nonché degli articoli 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e 4 della Carta di Nizza
I confini dello spazio vitale per il detenuto
A. Ciavola
;
2020-01-01
Abstract
Vi è un limite superato il quale la mancanza di spazio vita-le rappresenta un’afflizione che si può accompagnare arbitrariamente alla durata della detenzione, allontanando la pena dalla previsione costituzionale secondo cui le pene devono tendere alla rieducazione. Vi è, invero, un limite oltre il quale la mancanza di spazio rende la pena disumana, in violazione dell’art. 27, comma 3, Cost., nonché degli articoli 3 della Convenzione europea sui diritti dell’uomo e 4 della Carta di NizzaFile in questo prodotto:
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