Alla fine degli anni ’20 furono realizzati in Italia diversi villaggi per alloggiare gli operai che dovevano realizzare le opere di bonifica del territorio (strade, acquedotti, ecc.) e che alla fine dei lavori sarebbero stati utilizzati per alloggiare i primi nuclei di contadini preposti alla ruralizzazione dei territori bonificati. Nel 1935 ne risultano costruiti circa una trentina tra l’Italia meridionale e le isole maggiori, riproponenti impianto e tipologie edilizie definiti nel 1925 per volontà dell’allora Ministro dei Lavori Pubblici, on. Giovanni Giuriati. L’articolo analizza analogie e differenze morfologiche, tipologiche e tecnologiche comuni ai vari villaggi, con opportuni confronti con le caratteristiche del “progetto tipo” ministeriale, al fine di una conoscenza propedeutica ed indispensabile per i necessari interventi di recupero, rispettosi delle esigenze di conservazione. Questi villaggi hanno subito destini differenti, alcuni sono stati abbandonati, altri invece, hanno costituito nuclei fondatori di aggregati urbani in funzione, fondamentalmente, dell’iniziale ubicazione. L’articolo approfondisce uno dei quattro villaggi operai realizzati in Sicilia: borgo Sferro, esempio emblematico di prefabbricazione artigianale. In particolare per la costruzione degli edifici di Sferro vennero utilizzate le nuove tecniche di produzione del calcestruzzo sia per i blocchi cavi, realizzati manualmente in cantiere con gli aggregati di fiume della zona, che per elementi di completamento (davanzali, gradini e lastre di rivestimento).

I VILLAGGI OPERAI DEGLI ANNI ’20 NELL’ITALIA MERIDIONALE. LA TRADIZIONE COSTRUTTIVA E LA PREFABBRICAZIONE ARTIGIANALE NEL VILLAGGIO OPERAIO DI SFERRO

BASIRICO' TIZIANA
2021

Abstract

Alla fine degli anni ’20 furono realizzati in Italia diversi villaggi per alloggiare gli operai che dovevano realizzare le opere di bonifica del territorio (strade, acquedotti, ecc.) e che alla fine dei lavori sarebbero stati utilizzati per alloggiare i primi nuclei di contadini preposti alla ruralizzazione dei territori bonificati. Nel 1935 ne risultano costruiti circa una trentina tra l’Italia meridionale e le isole maggiori, riproponenti impianto e tipologie edilizie definiti nel 1925 per volontà dell’allora Ministro dei Lavori Pubblici, on. Giovanni Giuriati. L’articolo analizza analogie e differenze morfologiche, tipologiche e tecnologiche comuni ai vari villaggi, con opportuni confronti con le caratteristiche del “progetto tipo” ministeriale, al fine di una conoscenza propedeutica ed indispensabile per i necessari interventi di recupero, rispettosi delle esigenze di conservazione. Questi villaggi hanno subito destini differenti, alcuni sono stati abbandonati, altri invece, hanno costituito nuclei fondatori di aggregati urbani in funzione, fondamentalmente, dell’iniziale ubicazione. L’articolo approfondisce uno dei quattro villaggi operai realizzati in Sicilia: borgo Sferro, esempio emblematico di prefabbricazione artigianale. In particolare per la costruzione degli edifici di Sferro vennero utilizzate le nuove tecniche di produzione del calcestruzzo sia per i blocchi cavi, realizzati manualmente in cantiere con gli aggregati di fiume della zona, che per elementi di completamento (davanzali, gradini e lastre di rivestimento).
978-88-96386-62-0
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