I cento anni della nascita di Andrea Camilleri hanno dato la stura a una vera e propria festa della memoria, non solo in Sicilia. A dimostrazione, probabilmente, che lo scrittore empedoclino sia diventato già un “classico” a furor di popolo. Anche se il rischio è quello di tesserne l’elogio pigiando sul pedale dell’aneddotica, che negli anni si è diffusa e cristallizzata. Mentre, invece, di un autore contano le opere: nel caso di Camilleri, i romanzi, i racconti, le pagine saggistiche, le sceneggiature, gli adattamenti (per tacere di altro) danno forma a un edificio sterminato. Questo numero monografico prova a esplorarne le stanze principali, facendo una ricognizione che restituisce la formazione poliedrica dello scrittore: giovane appassionato di teatro che studia per diventare qualcuno e incontra registi e attori che hanno fatto la storia del secolo scorso. Ma pure torreggiano la spinta sperimentale, la concezione della complessità della scena come teatro della realtà, la costruzione di una lingua originalissima, il rapporto inziale con la poesia, la predilezione di uno scrittore come Gogol’ o di un poeta lunare come Ariosto, metabolizzato a meraviglia, il legame inquietante tra il paesaggio e il destino ne Il re di Girgenti e il contributo determinante alla costruzione di una geografia immaginifica, ma non per questo meno vera di quella reale.

Andrea Camilleri. Otto passeggiate nel suo mondo di carta

Salvatore Ferlita
2025-01-01

Abstract

I cento anni della nascita di Andrea Camilleri hanno dato la stura a una vera e propria festa della memoria, non solo in Sicilia. A dimostrazione, probabilmente, che lo scrittore empedoclino sia diventato già un “classico” a furor di popolo. Anche se il rischio è quello di tesserne l’elogio pigiando sul pedale dell’aneddotica, che negli anni si è diffusa e cristallizzata. Mentre, invece, di un autore contano le opere: nel caso di Camilleri, i romanzi, i racconti, le pagine saggistiche, le sceneggiature, gli adattamenti (per tacere di altro) danno forma a un edificio sterminato. Questo numero monografico prova a esplorarne le stanze principali, facendo una ricognizione che restituisce la formazione poliedrica dello scrittore: giovane appassionato di teatro che studia per diventare qualcuno e incontra registi e attori che hanno fatto la storia del secolo scorso. Ma pure torreggiano la spinta sperimentale, la concezione della complessità della scena come teatro della realtà, la costruzione di una lingua originalissima, il rapporto inziale con la poesia, la predilezione di uno scrittore come Gogol’ o di un poeta lunare come Ariosto, metabolizzato a meraviglia, il legame inquietante tra il paesaggio e il destino ne Il re di Girgenti e il contributo determinante alla costruzione di una geografia immaginifica, ma non per questo meno vera di quella reale.
2025
9791281956247
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/208194
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