Il contributo analizza il ruolo dell’archeologia dei paesaggi come strumento di ricostruzione delle trasformazioni territoriali e di supporto alla tutela, alla pianificazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, assumendo il territorio di Leonforte (Enna), nella Sicilia centrale, come caso di studio. Muovendo dai più recenti sviluppi teorici, che interpretano il paesaggio come un palinsesto storico risultato dell’interazione tra fattori naturali e antropici, il lavoro evidenzia il valore di un approccio interdisciplinare fondato sull’integrazione di dati archeologici, topografici, cartografici, documentari e tecnologie digitali. La ricerca ricostruisce l’evoluzione della rete viaria tardoantica, medievale e moderna dell’area leonfortese attraverso l’analisi della cartografia storica, delle fonti archivistiche, della toponomastica e delle ricognizioni archeologiche. I risultati dimostrano che la fondazione di Leonforte nel XVII secolo non costituì una cesura rispetto all’assetto territoriale preesistente, ma rappresentò la rifunzionalizzazione di una rete di percorsi e di nodi insediativi già consolidata. La collocazione delle porte urbiche, dei complessi religiosi, delle aree produttive e dei siti fortificati lungo le principali direttrici di comunicazione conferma il ruolo strutturante della viabilità nell’organizzazione del paesaggio e nello sviluppo economico e sociale del territorio. Il caso di Leonforte evidenzia come l’archeologia dei paesaggi consenta di leggere le permanenze e le trasformazioni di lunga durata, offrendo una base conoscitiva essenziale per la tutela del patrimonio, l’archeologia preventiva e la pianificazione sostenibile. Lo studio conferma, infine, che la valorizzazione delle reti storiche e delle identità territoriali rappresenta una risorsa strategica per le aree interne della Sicilia, nelle quali il patrimonio culturale può diventare un fattore di rigenerazione, sviluppo locale e rafforzamento della memoria collettiva.
Archeologia e paesaggio. Il contributo dell'archeologia alla lettura dei paesaggi storici. Il caso di Leonforte
Patti D.
In corso di stampa
Abstract
Il contributo analizza il ruolo dell’archeologia dei paesaggi come strumento di ricostruzione delle trasformazioni territoriali e di supporto alla tutela, alla pianificazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale, assumendo il territorio di Leonforte (Enna), nella Sicilia centrale, come caso di studio. Muovendo dai più recenti sviluppi teorici, che interpretano il paesaggio come un palinsesto storico risultato dell’interazione tra fattori naturali e antropici, il lavoro evidenzia il valore di un approccio interdisciplinare fondato sull’integrazione di dati archeologici, topografici, cartografici, documentari e tecnologie digitali. La ricerca ricostruisce l’evoluzione della rete viaria tardoantica, medievale e moderna dell’area leonfortese attraverso l’analisi della cartografia storica, delle fonti archivistiche, della toponomastica e delle ricognizioni archeologiche. I risultati dimostrano che la fondazione di Leonforte nel XVII secolo non costituì una cesura rispetto all’assetto territoriale preesistente, ma rappresentò la rifunzionalizzazione di una rete di percorsi e di nodi insediativi già consolidata. La collocazione delle porte urbiche, dei complessi religiosi, delle aree produttive e dei siti fortificati lungo le principali direttrici di comunicazione conferma il ruolo strutturante della viabilità nell’organizzazione del paesaggio e nello sviluppo economico e sociale del territorio. Il caso di Leonforte evidenzia come l’archeologia dei paesaggi consenta di leggere le permanenze e le trasformazioni di lunga durata, offrendo una base conoscitiva essenziale per la tutela del patrimonio, l’archeologia preventiva e la pianificazione sostenibile. Lo studio conferma, infine, che la valorizzazione delle reti storiche e delle identità territoriali rappresenta una risorsa strategica per le aree interne della Sicilia, nelle quali il patrimonio culturale può diventare un fattore di rigenerazione, sviluppo locale e rafforzamento della memoria collettiva.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


