Il concetto di “cura alla persona” è molto ampio e include pratiche, risorse e assistenza utili a soddisfare i bisogni fisici, psicologici e sociali degli individui in una visione olistica. In concreto le attività di cura alla persona si traducono nell’erogazione di servizi, i quali consistono nella disponibilità ad utilizzare individualmente e temporaneamente beni e strumenti in favore di altri soggetti bisognosi o desiderosi. La “misurazione” del fenomeno passa tradizionalmente dai concetti di “qualità” dei servizi di assistenza e in questo senso il processo valutativo si manifesta particolarmente complesso. Limitandosi al solo campo dell’assistenza sanitaria, le dimensioni oggetto di possibile valutazione possono essere diverse: la dimensione interpersonale-comfort, quella tecnico-professionale, quella organizzativo-gestionale. Queste dimensioni potrebbero essere incrociate con le tre modalità della valutazione di processo, di struttura e di esito. I risultati della ricerca scientifica valutativa nel campo della cura sono spesso espressi in forma di modelli (e stime) alquanto complessi, che mal si prestano alla comunicazione presso grandi pubblici non specializzati né formati alle pratiche e alle caratteristiche della ricerca scientifica; accade così di assistere a forme di semplificazione estrema dei risultati della ricerca, in cui i “dati” vengono diffusi con connotazioni di “oggettività” e “verità” che mal si adattano al mondo della scienza. La comunicazione della scienza, che dovrebbe assumere un ruolo fondamentale in questo processo, è forse una delle competenze meno riconosciute e valorizzate in Italia all’interno delle Scienze della comunicazione. Partendo da queste considerazioni, il presente contributo approfondirà nel paragrafo 1 gli aspetti più problematici della misurazione nel campo dei servizi di cura alla persona e nel paragrafo 2 quelli relativi alla loro comunicazione in quella che Thompson ha denominato “sfera pubblica mediata”. Le Conclusioni sintetizzano alcuni dei rischi che gli autori di questo contributo intravedono nel processo di misurazione e comunicazione dei servizi di cura alla persona, e possibili soluzioni.
"Cura alla persona: aspetti di misurazione e di comunicazione"
Polizzi G.
2025-01-01
Abstract
Il concetto di “cura alla persona” è molto ampio e include pratiche, risorse e assistenza utili a soddisfare i bisogni fisici, psicologici e sociali degli individui in una visione olistica. In concreto le attività di cura alla persona si traducono nell’erogazione di servizi, i quali consistono nella disponibilità ad utilizzare individualmente e temporaneamente beni e strumenti in favore di altri soggetti bisognosi o desiderosi. La “misurazione” del fenomeno passa tradizionalmente dai concetti di “qualità” dei servizi di assistenza e in questo senso il processo valutativo si manifesta particolarmente complesso. Limitandosi al solo campo dell’assistenza sanitaria, le dimensioni oggetto di possibile valutazione possono essere diverse: la dimensione interpersonale-comfort, quella tecnico-professionale, quella organizzativo-gestionale. Queste dimensioni potrebbero essere incrociate con le tre modalità della valutazione di processo, di struttura e di esito. I risultati della ricerca scientifica valutativa nel campo della cura sono spesso espressi in forma di modelli (e stime) alquanto complessi, che mal si prestano alla comunicazione presso grandi pubblici non specializzati né formati alle pratiche e alle caratteristiche della ricerca scientifica; accade così di assistere a forme di semplificazione estrema dei risultati della ricerca, in cui i “dati” vengono diffusi con connotazioni di “oggettività” e “verità” che mal si adattano al mondo della scienza. La comunicazione della scienza, che dovrebbe assumere un ruolo fondamentale in questo processo, è forse una delle competenze meno riconosciute e valorizzate in Italia all’interno delle Scienze della comunicazione. Partendo da queste considerazioni, il presente contributo approfondirà nel paragrafo 1 gli aspetti più problematici della misurazione nel campo dei servizi di cura alla persona e nel paragrafo 2 quelli relativi alla loro comunicazione in quella che Thompson ha denominato “sfera pubblica mediata”. Le Conclusioni sintetizzano alcuni dei rischi che gli autori di questo contributo intravedono nel processo di misurazione e comunicazione dei servizi di cura alla persona, e possibili soluzioni.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


