Motivazione della giuria. La tesi affronta il tema della vulnerabilità sismica della città storica in una visione che possa rispondere positivamente alle istanze della sicurezza mantenendo elevati livelli di qualità urbana. L'assunto di base è che se il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza sul nuovo si basa essenzialmente sulla rispondenza alla normativa, per l'esistente, in particolare per gli edifici in muratura, tale garanzia è affidata a una pratica più complessa che consiste prioritariamente nel rispetto della logica con la quale i manufatti sono stati costruiti. La metodologia proposta e sperimentata si basa sulla definizione della nozione di “aggregato edilizio”, individuato come unità minima di intervento. Il percorso dall'analisi al progetto è declinato con chiarezza e dimostra, applicato al caso studio di Villa Sant'Angelo, che anche in condizioni di danneggiamento esteso è possibile lavorare sull'esistente evitando demolizioni totali e politiche di delocalizzazione.

Menzione d'Onore al Premio Gubbio 2012 per la Tesi di Dottorato dal titolo "Valutazione e riduzione della vulnerabilità sismica degli aggregati edilizi nei centri storici. Il caso di Villa Sant'Angelo"

INDELICATO, DAVIDE
2012

Abstract

Motivazione della giuria. La tesi affronta il tema della vulnerabilità sismica della città storica in una visione che possa rispondere positivamente alle istanze della sicurezza mantenendo elevati livelli di qualità urbana. L'assunto di base è che se il raggiungimento di un adeguato livello di sicurezza sul nuovo si basa essenzialmente sulla rispondenza alla normativa, per l'esistente, in particolare per gli edifici in muratura, tale garanzia è affidata a una pratica più complessa che consiste prioritariamente nel rispetto della logica con la quale i manufatti sono stati costruiti. La metodologia proposta e sperimentata si basa sulla definizione della nozione di “aggregato edilizio”, individuato come unità minima di intervento. Il percorso dall'analisi al progetto è declinato con chiarezza e dimostra, applicato al caso studio di Villa Sant'Angelo, che anche in condizioni di danneggiamento esteso è possibile lavorare sull'esistente evitando demolizioni totali e politiche di delocalizzazione.
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