articolo presentato per il CORRIERE DELLA SERA, serie speciale del CORRIERE DEL MEZZOGIORNO. SPECIALE OSSERVATORIO INDUSTRIA: La crisi dell'isola ai raggi X. Nel quadro dell’attuale crisi economico-finanziaria la Sicilia ha fortemente risentito delle tensioni economiche dell’area euro, del conseguente rallentamento dell’attività economica e del deterioramento del quadro macroeconomico nazionale con ricadute negative nei principali settori. I dati relativi al PIL dell’economia siciliana mostrano un trend recessivo con una flessione del PIL attorno il 2.6%. Di conseguenza, il divario di PIL, infrastrutture ed occupazione, che sono dei punti di debolezza del sistema economico siciliano, potrebbero vedere in una riduzione di tale divario, il risultato un’efficiente ed incisiva politica regionale di sviluppo che contribuirebbe a ridurre suddetto divario economico con le regioni settentrionali del nostro Paese e con le aree più sviluppate del Nord Europa . Bisogna anche considerare l’andamento dei consumi delle famiglie che in questo contesto è la componente di maggior rilievo per l’economia siciliana. In linea con i saggi di crescita del PIL, la spesa per consumi delle famiglie siciliane ha mostrato negli anni della crisi una forte contrazione (-3.2%), contribuendo alla decelerazione dell’economia. Questi dati, con quelli del commercio, investimenti ed occupazione, evidenziano una debole base produttiva regionale, che senza le adeguate politiche di sviluppo e strategie di investimento, rischia un maggiore avvitamento in una spirale di arretramento economico e sociale. In particolare, il settore del commercio è stato penalizzato dall’incertezza nel mercato del lavoro e la riduzione del reddito in termini reali disponibile delle famiglie. I dati sul credito segnalano la necessità di una ristrutturazione produttiva e finanziaria supportate da adeguate iniziative di politica economica. Durante questa crisi, è emersa una riduzione della domanda di credito da parte delle piccole e medie imprese ed un aumento del costo del finanziamento. Alla luce di questa analisi, sarebbe opportuno (ri)disegnare un piano di politica industriale che permetta al sistema imprenditoriale di uscire dal generale arretramento competitivo; proporre e sostenere politiche effettive di sostegno ai processi di accumulazione di capitale produttivo; assicurare maggiore efficienza nel destinare le risorse dei Fondi Strutturali da impiegare ad interventi infrastrutturali e di politica industriale con risultati a breve termine; ridurre la dipendenza dagli appalti della pubblica Amministrazione, che in particolar modo durante questa crisi, ha mostrato i suoi segni di debolezza nel ritardo dei pagamenti di beni e servizi acquistati e nel blocco di nuovi appalti per la mancanza di risorse; dare un maggiore impulso alle politiche energetico-ambientali puntando sulla qualità e sostenibilità del territorio e sulla competitività dei sistemi produttivi.

Speciale osservatorio industria: La crisi dell'isola ai raggi X. L'analisi dell'università KORE sullo stato socio-economico della Sicilia.

TALAMO, GIUSEPPINA
2012

Abstract

articolo presentato per il CORRIERE DELLA SERA, serie speciale del CORRIERE DEL MEZZOGIORNO. SPECIALE OSSERVATORIO INDUSTRIA: La crisi dell'isola ai raggi X. Nel quadro dell’attuale crisi economico-finanziaria la Sicilia ha fortemente risentito delle tensioni economiche dell’area euro, del conseguente rallentamento dell’attività economica e del deterioramento del quadro macroeconomico nazionale con ricadute negative nei principali settori. I dati relativi al PIL dell’economia siciliana mostrano un trend recessivo con una flessione del PIL attorno il 2.6%. Di conseguenza, il divario di PIL, infrastrutture ed occupazione, che sono dei punti di debolezza del sistema economico siciliano, potrebbero vedere in una riduzione di tale divario, il risultato un’efficiente ed incisiva politica regionale di sviluppo che contribuirebbe a ridurre suddetto divario economico con le regioni settentrionali del nostro Paese e con le aree più sviluppate del Nord Europa . Bisogna anche considerare l’andamento dei consumi delle famiglie che in questo contesto è la componente di maggior rilievo per l’economia siciliana. In linea con i saggi di crescita del PIL, la spesa per consumi delle famiglie siciliane ha mostrato negli anni della crisi una forte contrazione (-3.2%), contribuendo alla decelerazione dell’economia. Questi dati, con quelli del commercio, investimenti ed occupazione, evidenziano una debole base produttiva regionale, che senza le adeguate politiche di sviluppo e strategie di investimento, rischia un maggiore avvitamento in una spirale di arretramento economico e sociale. In particolare, il settore del commercio è stato penalizzato dall’incertezza nel mercato del lavoro e la riduzione del reddito in termini reali disponibile delle famiglie. I dati sul credito segnalano la necessità di una ristrutturazione produttiva e finanziaria supportate da adeguate iniziative di politica economica. Durante questa crisi, è emersa una riduzione della domanda di credito da parte delle piccole e medie imprese ed un aumento del costo del finanziamento. Alla luce di questa analisi, sarebbe opportuno (ri)disegnare un piano di politica industriale che permetta al sistema imprenditoriale di uscire dal generale arretramento competitivo; proporre e sostenere politiche effettive di sostegno ai processi di accumulazione di capitale produttivo; assicurare maggiore efficienza nel destinare le risorse dei Fondi Strutturali da impiegare ad interventi infrastrutturali e di politica industriale con risultati a breve termine; ridurre la dipendenza dagli appalti della pubblica Amministrazione, che in particolar modo durante questa crisi, ha mostrato i suoi segni di debolezza nel ritardo dei pagamenti di beni e servizi acquistati e nel blocco di nuovi appalti per la mancanza di risorse; dare un maggiore impulso alle politiche energetico-ambientali puntando sulla qualità e sostenibilità del territorio e sulla competitività dei sistemi produttivi.
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