L’attualissimo fenomeno del plurilinguismo solleva svariate aspettative e numerose resistenze. Esso è, in realtà, frontiera e punto di partenza di un nuovo modo d’intendere le relazioni internazionali che rintracciano proprio nell’atto linguistico il primo attore della diversità. Da qui l’idea e la necessità di guardare alla questione in ottica complessa, per dirla con Edgar Morin, ovvero d’individuare strategie nuove capaci di tradurre l’era planetaria e le sfide della globalizzazione in maniera non riduzionista. Anche i fenomeni linguistici partecipano, infatti, di tali mutamenti, facendo delle istanze plurilingui lo strumento nuovo di un’educazione interculturale “destinata a superare la dimensione scolastica per caricarsi di una valenza etica e pluridisciplinare”. Alla base del plurilinguismo c’è dunque il valore sociale della comunicazione; c’è l’eterna evoluzione dei sistemi linguistici che rivelano interessanti punti di contatto con l’affascinante metafora ecologica; c’è il “doppio ascolto” offerto dalla mediazione interculturale; c’è la storia, vecchia e nuova, delle lingue come strumento di democrazia (si pensi alla questione linguistica magrebina); c’è, in altre parole, il dialogo con il mondo.

Discutere di Plurilinguismo nell'epoca della complessità

BONOMO, ANNALISA
2012

Abstract

L’attualissimo fenomeno del plurilinguismo solleva svariate aspettative e numerose resistenze. Esso è, in realtà, frontiera e punto di partenza di un nuovo modo d’intendere le relazioni internazionali che rintracciano proprio nell’atto linguistico il primo attore della diversità. Da qui l’idea e la necessità di guardare alla questione in ottica complessa, per dirla con Edgar Morin, ovvero d’individuare strategie nuove capaci di tradurre l’era planetaria e le sfide della globalizzazione in maniera non riduzionista. Anche i fenomeni linguistici partecipano, infatti, di tali mutamenti, facendo delle istanze plurilingui lo strumento nuovo di un’educazione interculturale “destinata a superare la dimensione scolastica per caricarsi di una valenza etica e pluridisciplinare”. Alla base del plurilinguismo c’è dunque il valore sociale della comunicazione; c’è l’eterna evoluzione dei sistemi linguistici che rivelano interessanti punti di contatto con l’affascinante metafora ecologica; c’è il “doppio ascolto” offerto dalla mediazione interculturale; c’è la storia, vecchia e nuova, delle lingue come strumento di democrazia (si pensi alla questione linguistica magrebina); c’è, in altre parole, il dialogo con il mondo.
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