La politica per l’immigrazione europea è sempre stata condizionata dai limiti e dalle vicissitudini degli Stati membri, secondo un modello di gestione “concorrente”, tra legislazione e politiche comunitarie e norme e azioni di carattere nazionale, con il risultato di essere spesso incoerente e incapace di affrontare un fenomeno che ormai assume sempre più i caratteri dell’emergenza e dell’eccezionalità, da una parte, e dell’approccio globale ai temi della sicurezza, dei diritti e della partnership con gli altri Paesi vicini, dall’altra. L’articolo intende analizzare i principali elementi della politica comunitaria in tema di immigrazione partendo da una valutazione storica delle azioni intraprese in ambito comunitario, strettamente collegate alle necessità demografiche, ai cambiamenti geo-politici, ai flussi e alle caratteristiche socio-economiche dei migranti. Dall’analisi storica si è proceduto, di seguito, ad una disamina del quadro normativo e legislativo nel quale si inserisce l’azione comunitaria anche alla luce delle modifiche ai Trattati comunitari e delle indicazioni emerse nei numerosi Consigli Europei degli ultimi anni. Tutto ciò al fine restituire un quadro quanto più completo possibile dello stato dell’arte della politica migratoria comunitaria e comprendere come affrontare il problema dell’immigrazione in modo adeguato rispetto ai cambiamenti in atto. Affrontare il tema dell’immigrazione, significa, infatti, confrontarsi con un fenomeno profondamente complesso, che più di ogni altro mette in relazione gli aspetti demografici, economici, sociali e culturali di una società. “Mettere in relazione” significa, appunto, rinunciare a una politica nazionale o comunitaria settoriale che confini e riduca il fenomeno a mera gestione amministrativa, ma lo collochi all’interno di una strategia di sicurezza, di diritti, di integrazione e di gestione del ruolo di attore globale dell’Unione Europea, soprattutto nei confronti dei Paesi vicini, in grado di rilanciare il progetto comunitario in un mondo globale. In questi termini si intende suggerire come una politica per l’immigrazione non debba essere solo quella di trovare soluzioni semplici o rapide ai problemi contingenti che la presenza di soggetti immigrati porta nella società di accoglienza, ma di inserire questo fenomeno strutturale e inevitabile all’interno di un processo di crescita e di sviluppo della società. In questa prospettiva la politica comunitaria per la gestione dei flussi migrazione deve legarsi alle politiche di cooperazione allo sviluppo, di sicurezza e di partnership soprattutto con i Paesi vicini. Con quest’approccio si è analizzato, infine, il fenomeno migratorio in Europa, attraverso i numerosi studi e dati disponibili, così da fornire un quadro organico e aggiornato delle politiche comunitarie suggerendo altresì nuove e ulteriori ipotesi di lavoro e di azione.

L’Unione Europea e il fenomeno dell’immigrazione: scenario attuale e prospettive.

SABATINO, MICHELE
2015

Abstract

La politica per l’immigrazione europea è sempre stata condizionata dai limiti e dalle vicissitudini degli Stati membri, secondo un modello di gestione “concorrente”, tra legislazione e politiche comunitarie e norme e azioni di carattere nazionale, con il risultato di essere spesso incoerente e incapace di affrontare un fenomeno che ormai assume sempre più i caratteri dell’emergenza e dell’eccezionalità, da una parte, e dell’approccio globale ai temi della sicurezza, dei diritti e della partnership con gli altri Paesi vicini, dall’altra. L’articolo intende analizzare i principali elementi della politica comunitaria in tema di immigrazione partendo da una valutazione storica delle azioni intraprese in ambito comunitario, strettamente collegate alle necessità demografiche, ai cambiamenti geo-politici, ai flussi e alle caratteristiche socio-economiche dei migranti. Dall’analisi storica si è proceduto, di seguito, ad una disamina del quadro normativo e legislativo nel quale si inserisce l’azione comunitaria anche alla luce delle modifiche ai Trattati comunitari e delle indicazioni emerse nei numerosi Consigli Europei degli ultimi anni. Tutto ciò al fine restituire un quadro quanto più completo possibile dello stato dell’arte della politica migratoria comunitaria e comprendere come affrontare il problema dell’immigrazione in modo adeguato rispetto ai cambiamenti in atto. Affrontare il tema dell’immigrazione, significa, infatti, confrontarsi con un fenomeno profondamente complesso, che più di ogni altro mette in relazione gli aspetti demografici, economici, sociali e culturali di una società. “Mettere in relazione” significa, appunto, rinunciare a una politica nazionale o comunitaria settoriale che confini e riduca il fenomeno a mera gestione amministrativa, ma lo collochi all’interno di una strategia di sicurezza, di diritti, di integrazione e di gestione del ruolo di attore globale dell’Unione Europea, soprattutto nei confronti dei Paesi vicini, in grado di rilanciare il progetto comunitario in un mondo globale. In questi termini si intende suggerire come una politica per l’immigrazione non debba essere solo quella di trovare soluzioni semplici o rapide ai problemi contingenti che la presenza di soggetti immigrati porta nella società di accoglienza, ma di inserire questo fenomeno strutturale e inevitabile all’interno di un processo di crescita e di sviluppo della società. In questa prospettiva la politica comunitaria per la gestione dei flussi migrazione deve legarsi alle politiche di cooperazione allo sviluppo, di sicurezza e di partnership soprattutto con i Paesi vicini. Con quest’approccio si è analizzato, infine, il fenomeno migratorio in Europa, attraverso i numerosi studi e dati disponibili, così da fornire un quadro organico e aggiornato delle politiche comunitarie suggerendo altresì nuove e ulteriori ipotesi di lavoro e di azione.
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