In the twentieth century, when the feeling that all the infrastructure could be virtually connected to each other in a network of links on a planetary scale began, Antonio Sant'Elia imagined, in a city dominated by the dynamism and speed, that future interchange places would be made of great buildings that contained "train of aircraft and railway trains". This new centrality measured the network and offered as a small city within a city metaphor. Nowadays, networks and nodes can be composed to build a complex infrastructure system wich in its plot organizes internal mobility to the global territory. Networks and nodes find their added value in the reletionship between the different mobility, in the opportunity to make a continuous path marked by different means, marked by time, speed and different perceptions of the places they pass through. Therefore, if almost all of the work is focused on the existing city, it is in the connections that the infrastructure meets the scale of cities it determine the transformation and we wonder if it is a imagineble that the comparison between the center and outskiets is permanently evolving to a polycentric condition.

Nel Novecento, quando si cominciava a percepire che tutte le infrastrutture potevano essere virtualmente connesse fra loro in una rete di collegamenti a scala planetaria, Antonio Sant’Elia immaginò, in una città dominata dal dinamismo e della velocità, che i futuri luoghi dell’interscambio sarebbero stati dei grandi edifici che contenevano “stazione d’aeroplani e treni ferroviari”: nuove centralità che misuravano la rete e si offrivano come metafora di piccole città dentro la città. Oggi, reti e nodi si compongono a costruire un sistema infrastrutturale complesso che nella sua trama organizza la mobilità interna al territorio globale. Reti e nodi che trovano il loro valore aggiunto nella relazione progettata tra le diverse mobilità, nella possibilità di compiere un percorso continuo segnato da mezzi diversi, scandito da tempi, velocità e percezioni differenti dei luoghi che attraversano. Pertanto, se la quasi totalità degli interventi è concentrata sulla città esistente, se è nelle connessioni che la scala dell’infrastruttura incontra quella della città determinando significative trasformazioni, ci chiediamo se è pensabile immaginare che il consueto confronto tra centro e periferia stia evolvendo in modo definitivo verso una condizione policentrica.

Connessioni intermodali. Infrastruttura, congestione e policentrismo urbano

Marzullo Calogero
2017

Abstract

Nel Novecento, quando si cominciava a percepire che tutte le infrastrutture potevano essere virtualmente connesse fra loro in una rete di collegamenti a scala planetaria, Antonio Sant’Elia immaginò, in una città dominata dal dinamismo e della velocità, che i futuri luoghi dell’interscambio sarebbero stati dei grandi edifici che contenevano “stazione d’aeroplani e treni ferroviari”: nuove centralità che misuravano la rete e si offrivano come metafora di piccole città dentro la città. Oggi, reti e nodi si compongono a costruire un sistema infrastrutturale complesso che nella sua trama organizza la mobilità interna al territorio globale. Reti e nodi che trovano il loro valore aggiunto nella relazione progettata tra le diverse mobilità, nella possibilità di compiere un percorso continuo segnato da mezzi diversi, scandito da tempi, velocità e percezioni differenti dei luoghi che attraversano. Pertanto, se la quasi totalità degli interventi è concentrata sulla città esistente, se è nelle connessioni che la scala dell’infrastruttura incontra quella della città determinando significative trasformazioni, ci chiediamo se è pensabile immaginare che il consueto confronto tra centro e periferia stia evolvendo in modo definitivo verso una condizione policentrica.
In the twentieth century, when the feeling that all the infrastructure could be virtually connected to each other in a network of links on a planetary scale began, Antonio Sant'Elia imagined, in a city dominated by the dynamism and speed, that future interchange places would be made of great buildings that contained "train of aircraft and railway trains". This new centrality measured the network and offered as a small city within a city metaphor. Nowadays, networks and nodes can be composed to build a complex infrastructure system wich in its plot organizes internal mobility to the global territory. Networks and nodes find their added value in the reletionship between the different mobility, in the opportunity to make a continuous path marked by different means, marked by time, speed and different perceptions of the places they pass through. Therefore, if almost all of the work is focused on the existing city, it is in the connections that the infrastructure meets the scale of cities it determine the transformation and we wonder if it is a imagineble that the comparison between the center and outskiets is permanently evolving to a polycentric condition.
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