Tradizionalmente, l’opera di Héctor Viel Temperley (1933-1987) è stata considerata nella letteratura argentina un punto d'incontro tra la tradizione mistica, il tono colloquiale e la rivoluzione surrealista. Il presente studio interdisciplinare prende come punto di partenza l'identificazione della poetica di Viel Temperley con la ricerca del contatto diretto con la realtà senza alcun tipo di mediazione. Tale desiderio porta a intendere la scrittura come esercizio di critica dei linguaggi consolidati. Dopo aver individuato la posizione dell’autore nel campo letterario argentino, grazie all’ausilio di discipline quali la Retorica, la Linguistica Cognitiva, la Pragmatica o l'Antropologia Culturale, prima di tutto si studierà l’ethos che Viel Temperley costruisce nelle sue poesie per stabilire un rapporto di complicità con i suoi lettori; a seguire si stabiliranno i rapporti che la sua opera crea sia con la tradizione mistica -dalle esperienze di “mistica selvaggia”, Eckhart, Teresa d’Avila o Giovanni della Croce alle sue declinazioni contemporanee- che con le avanguardie, con particolare riferimento al gruppo surrealista di Aldo Pellegrini. Per finire ci soffermeremo sullo studio della sua poesia come spazio per l’epifania che supera le limitazioni del tempo cronologico, sul ruolo del corpo e sulla natura del ritmo sia visivo che sonoro come elemento significante. Questo lavoro propone un’interpretazione innovativa di un poeta che in brevissimo tempo è passato da autore di culto per pochi intellettuali a oggetto di una vasta produzione critica per la sua personalissima scrittura.

En las blancas costillas de la creación: la poesía de Héctor Viel Temperley

FRUHBECK MORENO, CARLOS ISIDRO
2017

Abstract

Tradizionalmente, l’opera di Héctor Viel Temperley (1933-1987) è stata considerata nella letteratura argentina un punto d'incontro tra la tradizione mistica, il tono colloquiale e la rivoluzione surrealista. Il presente studio interdisciplinare prende come punto di partenza l'identificazione della poetica di Viel Temperley con la ricerca del contatto diretto con la realtà senza alcun tipo di mediazione. Tale desiderio porta a intendere la scrittura come esercizio di critica dei linguaggi consolidati. Dopo aver individuato la posizione dell’autore nel campo letterario argentino, grazie all’ausilio di discipline quali la Retorica, la Linguistica Cognitiva, la Pragmatica o l'Antropologia Culturale, prima di tutto si studierà l’ethos che Viel Temperley costruisce nelle sue poesie per stabilire un rapporto di complicità con i suoi lettori; a seguire si stabiliranno i rapporti che la sua opera crea sia con la tradizione mistica -dalle esperienze di “mistica selvaggia”, Eckhart, Teresa d’Avila o Giovanni della Croce alle sue declinazioni contemporanee- che con le avanguardie, con particolare riferimento al gruppo surrealista di Aldo Pellegrini. Per finire ci soffermeremo sullo studio della sua poesia come spazio per l’epifania che supera le limitazioni del tempo cronologico, sul ruolo del corpo e sulla natura del ritmo sia visivo che sonoro come elemento significante. Questo lavoro propone un’interpretazione innovativa di un poeta che in brevissimo tempo è passato da autore di culto per pochi intellettuali a oggetto di una vasta produzione critica per la sua personalissima scrittura.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/123636
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