In Athol Fugard’s Orestes, the recepton of the ancient does not fow in a conventonal manner, but generates an experimental and anomalous pièce which escapes the impositon of the writen text, the defnite characterizaton of the characters, the archetypal heritage from which this pièce starts. Fugard blends both the aeschylean trilogy and the Euripides’s Orestes, to create a type of hypertext that frames the dramatc vicissitudes of a white South-African young terrorist. This artcle investgates the genesis and the structure of the work, putng lights on the thematc and symbolic recurrence of the concepts of violence, justce and myth. Fugard suggests to overcome absurdites and atrocites through dialectcal and conscious processes, instead of extremisms or bloody revolutions.

Nell’Orestes di Athol Fugard la ricezione dell’antco non fuisce in maniera convenzionale, ma genera una pièce sperimentale, anomala, che sfugge alle imposizioni del testo scrito, alla caraterizzazione defnita dei personaggi, al retaggio archetpico da cui prende l’abbrivio. Fugard fonde insieme sia la trilogia eschilea che l’Oreste di Euripide, una sorta di ipertesto che incornicia le drammatche vicissitudini di un giovane terrorista bianco e sudafricano. Questo artcolo si propone di indagare la genesi e la strutura dell’opera alla luce di ricorrenze tematche e simboliche quali i concet di violenza, di giustzia, di mito. L’autore, per dimostrare l’assurdità e l’atrocità di determinate circostanze, ne suggerisce il superamento non in estremismi o in rivoluzioni sanguinarie, ma in processi dialettici e coscienti.

La violenza "giustificata": per un'Orestea sudafricana

LA MANTIA, FABIO
2017

Abstract

Nell’Orestes di Athol Fugard la ricezione dell’antco non fuisce in maniera convenzionale, ma genera una pièce sperimentale, anomala, che sfugge alle imposizioni del testo scrito, alla caraterizzazione defnita dei personaggi, al retaggio archetpico da cui prende l’abbrivio. Fugard fonde insieme sia la trilogia eschilea che l’Oreste di Euripide, una sorta di ipertesto che incornicia le drammatche vicissitudini di un giovane terrorista bianco e sudafricano. Questo artcolo si propone di indagare la genesi e la strutura dell’opera alla luce di ricorrenze tematche e simboliche quali i concet di violenza, di giustzia, di mito. L’autore, per dimostrare l’assurdità e l’atrocità di determinate circostanze, ne suggerisce il superamento non in estremismi o in rivoluzioni sanguinarie, ma in processi dialettici e coscienti.
In Athol Fugard’s Orestes, the recepton of the ancient does not fow in a conventonal manner, but generates an experimental and anomalous pièce which escapes the impositon of the writen text, the defnite characterizaton of the characters, the archetypal heritage from which this pièce starts. Fugard blends both the aeschylean trilogy and the Euripides’s Orestes, to create a type of hypertext that frames the dramatc vicissitudes of a white South-African young terrorist. This artcle investgates the genesis and the structure of the work, putng lights on the thematc and symbolic recurrence of the concepts of violence, justce and myth. Fugard suggests to overcome absurdites and atrocites through dialectcal and conscious processes, instead of extremisms or bloody revolutions.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11387/124335
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact