Nel febbraio del 2014 il Parlamento Belga ha deciso di estendere la “Legge riguardante l’eutanasia” (approvata nel 2002, sul modello olandese) anche ai minorenni capaci di intendere e di volere. Due anni dopo, nel settembre 2016, con il consenso della Commissione federale sul controllo e la valutazione dell’eutanasia, di un’équipe medica e di uno psicologo (così come prevede la legge belga), è stata praticata per la prima volta nel mondo la procedura eutanasica a un giovane gravemente sofferente per una malattia terminale che, d’accordo con i genitori, ne aveva fatto esplicita richiesta. Tale circostanza ha aggiunto un nuovo elemento di discussione a un dibattito che ormai da anni coinvolge l’intero Occidente, fondato sul principio sostanziale che il diritto delle persone di decidere come terminare la propria esistenza nelle fasi terminali di una malattia grave e irreversibile, sia irrinunciabile e dunque come tale vada garantito. A oggi, il nostro Paese, preferendo eludere dal dibattito politico i temi eticamente sensibili, non ha ancora una legge che regolamenti il fine vita.

Fine vita: le ragioni di una legge

GUARINO, CARMELO
2017

Abstract

Nel febbraio del 2014 il Parlamento Belga ha deciso di estendere la “Legge riguardante l’eutanasia” (approvata nel 2002, sul modello olandese) anche ai minorenni capaci di intendere e di volere. Due anni dopo, nel settembre 2016, con il consenso della Commissione federale sul controllo e la valutazione dell’eutanasia, di un’équipe medica e di uno psicologo (così come prevede la legge belga), è stata praticata per la prima volta nel mondo la procedura eutanasica a un giovane gravemente sofferente per una malattia terminale che, d’accordo con i genitori, ne aveva fatto esplicita richiesta. Tale circostanza ha aggiunto un nuovo elemento di discussione a un dibattito che ormai da anni coinvolge l’intero Occidente, fondato sul principio sostanziale che il diritto delle persone di decidere come terminare la propria esistenza nelle fasi terminali di una malattia grave e irreversibile, sia irrinunciabile e dunque come tale vada garantito. A oggi, il nostro Paese, preferendo eludere dal dibattito politico i temi eticamente sensibili, non ha ancora una legge che regolamenti il fine vita.
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