The church of Sant’Eusebio in Pavia, located in an area that was the heart of the city in the Lombard age, has attracted a multitude of scholars during the time. Its importance is related to its hypothesized origin as an Arian cathedral, later converted into a Catholic temple and described by Paolo Diacono. The magnificence of ancient times has been today forgotten. All that remains of the building is the crypt: an ‘abandoned’ and scarcely valued monument that deserves to be further investigated and valorised. A new study has then been carried out within a larger project of knowledge, conservation and enhancement of the legacy of the Lombard Kingdom. The research, based on a meticulous historical-archaeological inquiry, was characterized by the study of documentary sources (traditional and complementary) and the stratigraphic analysis of the masonries. The project was characterized by the use of modern survey and diagnostic technologies as well as of the most innovative tools of digital representation. This essay, founded on the interdisciplinary collaboration of a team of archaeologists, architects and engineers experts in survey, analysis and preservation of cultural heritage, intends to present the first results obtained.

La chiesa di Sant’Eusebio di Pavia, sita in un’area che era il cuore della città in età longobarda, è stata oggetto di attenzione da parte di autorevoli studiosi. La sua importanza è legata alla sua ipotizzata origine di cattedrale ariana successivamente trasformata in tempio cattolico e descritta da Paolo Diacono. La magnificenza del tempo antico è stato oggi dimenticata; ciò che rimane dell’edificio, la sola cripta, è un monumento ‘abbandonato’ e scarsamente valorizzato. Un nuovo studio di Sant’Eusebio è stato possibile all’interno di un più ampio progetto di conoscenza, conservazione e valorizzazione dell’eredità del Regno dei Longobardi che ha dato avvio ad una nuova campagna di rilevamento e di interpretazione delle rimanenze archeologiche. La ricerca, basata su una meticolosa attività analisi storico-archeologica, caratterizzata dall’analisi delle fonti documentarie (tradizionali e complementari) e dalla lettura stratigrafica dei paramenti a vista degli edifici, la ricerca si è distinta per l’uso delle moderne tecnologie di rilevamento, di indagine diagnostica e della rappresentazione digitale. Il contributo vuol proporre le prime riflessioni sulla cripta di Sant’Eusebio frutto di una collaborazione interdisciplinare di un team di archeologi, architetti e ingegneri esperti in rilevamento e conservazione del patrimonio culturale.

Nuovi dati per la rilettura e la conoscenza di un ‘rudere monumentale’: la chiesa ‘longobarda’ di Sant’Eusebio a Pavia

Antonella Versaci
2017

Abstract

La chiesa di Sant’Eusebio di Pavia, sita in un’area che era il cuore della città in età longobarda, è stata oggetto di attenzione da parte di autorevoli studiosi. La sua importanza è legata alla sua ipotizzata origine di cattedrale ariana successivamente trasformata in tempio cattolico e descritta da Paolo Diacono. La magnificenza del tempo antico è stato oggi dimenticata; ciò che rimane dell’edificio, la sola cripta, è un monumento ‘abbandonato’ e scarsamente valorizzato. Un nuovo studio di Sant’Eusebio è stato possibile all’interno di un più ampio progetto di conoscenza, conservazione e valorizzazione dell’eredità del Regno dei Longobardi che ha dato avvio ad una nuova campagna di rilevamento e di interpretazione delle rimanenze archeologiche. La ricerca, basata su una meticolosa attività analisi storico-archeologica, caratterizzata dall’analisi delle fonti documentarie (tradizionali e complementari) e dalla lettura stratigrafica dei paramenti a vista degli edifici, la ricerca si è distinta per l’uso delle moderne tecnologie di rilevamento, di indagine diagnostica e della rappresentazione digitale. Il contributo vuol proporre le prime riflessioni sulla cripta di Sant’Eusebio frutto di una collaborazione interdisciplinare di un team di archeologi, architetti e ingegneri esperti in rilevamento e conservazione del patrimonio culturale.
The church of Sant’Eusebio in Pavia, located in an area that was the heart of the city in the Lombard age, has attracted a multitude of scholars during the time. Its importance is related to its hypothesized origin as an Arian cathedral, later converted into a Catholic temple and described by Paolo Diacono. The magnificence of ancient times has been today forgotten. All that remains of the building is the crypt: an ‘abandoned’ and scarcely valued monument that deserves to be further investigated and valorised. A new study has then been carried out within a larger project of knowledge, conservation and enhancement of the legacy of the Lombard Kingdom. The research, based on a meticulous historical-archaeological inquiry, was characterized by the study of documentary sources (traditional and complementary) and the stratigraphic analysis of the masonries. The project was characterized by the use of modern survey and diagnostic technologies as well as of the most innovative tools of digital representation. This essay, founded on the interdisciplinary collaboration of a team of archaeologists, architects and engineers experts in survey, analysis and preservation of cultural heritage, intends to present the first results obtained.
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