Palermo, a harbour city always involved in active commercial trades, maintains traces of its past in the historical centre, whose current image, though markedly run down, still reminds of the ancient busy and flourishing markets. The most relevant but probably the most neglected of these traces is the congregational churches heritage. It is a group of churches built in the XVI and XVII centuries by Confraternities, workers associations from all over Italy who concentrated in small-defined city areas or Logge and brought with them their own patron saint. Each Confraternity consecrated to these saints the construction of her church and the whole of them constitutes a rich art sign because of the marked analogy of their style features. Unfortunately, the same analogy can be identified in their common destiny: due to changes in the needs by the modern parishes, to the progressive emptying of the historical centre, but even more to the wounds inflicted by world war II bombings, these churches are currently in a state of ruin and they are often used as gardens, warehouses, stables or garbage dumps. In the present work a systematic investigation, implemented with the aid of original archive documents and in situ surveys, of this class of churches is described, with the aim of establishing the analytical bases to confer them new life within an overall reuse project. The objective is establishing a network of services for the historical centre inhabitants. Because of their generally small sizes, often with joined service rooms, different destinations are compatible with the studied architectonic type: family counselling clinics, immigration centres, afterschool and cultural sites, etcetera. The reuse project, endorsing a novel social aspect, takes a dual objective into account: both the single church-node, and the artistic and functional connection between the nodes and the network are considered.

Palermo, città portuale da sempre al centro di intensi scambi commerciali, conserva le tracce di questo passato nei quartieri del centro storico, la cui immagine attuale, seppur decadente, evoca ancora l’antico prosperare di fervidi mercati. Di tali tracce, la più rilevante ma forse la più trascurata è costituita dal patrimonio delle chiese congregazionali. Si tratta di un insieme di chiese realizzate nei secoli XVI e XVII dalle Confraternite, associazioni di maestranze provenienti da tutta Italia che si riunivano in micro-quartieri o “Logge”, portando con sé il proprio santo protettore. A tali santi ciascuna Confraternita dedicava la costruzione della propria chiesa, l’insieme delle quali costituisce oggi, per la forte analogia delle caratteristiche stilistiche, ricca testimonianza d’arte. Purtroppo stessa analogia risiede nel loro comune destino: per le mutate esigenze funzionali delle parrocchie, per il progressivo abbandono del centro storico, ma ancor di più per le ferite inferte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, tali chiese si trovano ora in condizioni di rudere o quasi, venendo spesso trasformate in orti, magazzini, stalle, o immondezzai. Il presente contributo descrive lo studio sistematico, avviato grazie ai documenti reperiti e a indagini in loco, di questo insieme di chiese, al fine di creare i presupposti analitici per conferire loro nuova vita all’interno di un progetto di riuso globale. L’obiettivo del progetto è la creazione di una rete di servizi a disposizione delle comunità che vivono nei quartieri del centro storico. Diversi usi sono compatibili con la tipologia architettonica studiata, trattandosi in genere di aule medio-piccole, spesso con sagrestia annessa: consultori, centri immigrati, doposcuola, sale culturali, eccetera. Il progetto di rifunzionalizzazione, caricandosi di una nuova connotazione sociale, tiene conto di un duplice aspetto: sia del singolo nodo-chiesa, sia della relazione, artistica e funzionale, fra nodo e rete.

Studio per la rifunzionalizzazione delle chiese congregazioni abbandonate del centro storico di Palermo

Laura Floriano
2017

Abstract

Palermo, città portuale da sempre al centro di intensi scambi commerciali, conserva le tracce di questo passato nei quartieri del centro storico, la cui immagine attuale, seppur decadente, evoca ancora l’antico prosperare di fervidi mercati. Di tali tracce, la più rilevante ma forse la più trascurata è costituita dal patrimonio delle chiese congregazionali. Si tratta di un insieme di chiese realizzate nei secoli XVI e XVII dalle Confraternite, associazioni di maestranze provenienti da tutta Italia che si riunivano in micro-quartieri o “Logge”, portando con sé il proprio santo protettore. A tali santi ciascuna Confraternita dedicava la costruzione della propria chiesa, l’insieme delle quali costituisce oggi, per la forte analogia delle caratteristiche stilistiche, ricca testimonianza d’arte. Purtroppo stessa analogia risiede nel loro comune destino: per le mutate esigenze funzionali delle parrocchie, per il progressivo abbandono del centro storico, ma ancor di più per le ferite inferte dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, tali chiese si trovano ora in condizioni di rudere o quasi, venendo spesso trasformate in orti, magazzini, stalle, o immondezzai. Il presente contributo descrive lo studio sistematico, avviato grazie ai documenti reperiti e a indagini in loco, di questo insieme di chiese, al fine di creare i presupposti analitici per conferire loro nuova vita all’interno di un progetto di riuso globale. L’obiettivo del progetto è la creazione di una rete di servizi a disposizione delle comunità che vivono nei quartieri del centro storico. Diversi usi sono compatibili con la tipologia architettonica studiata, trattandosi in genere di aule medio-piccole, spesso con sagrestia annessa: consultori, centri immigrati, doposcuola, sale culturali, eccetera. Il progetto di rifunzionalizzazione, caricandosi di una nuova connotazione sociale, tiene conto di un duplice aspetto: sia del singolo nodo-chiesa, sia della relazione, artistica e funzionale, fra nodo e rete.
Palermo, a harbour city always involved in active commercial trades, maintains traces of its past in the historical centre, whose current image, though markedly run down, still reminds of the ancient busy and flourishing markets. The most relevant but probably the most neglected of these traces is the congregational churches heritage. It is a group of churches built in the XVI and XVII centuries by Confraternities, workers associations from all over Italy who concentrated in small-defined city areas or Logge and brought with them their own patron saint. Each Confraternity consecrated to these saints the construction of her church and the whole of them constitutes a rich art sign because of the marked analogy of their style features. Unfortunately, the same analogy can be identified in their common destiny: due to changes in the needs by the modern parishes, to the progressive emptying of the historical centre, but even more to the wounds inflicted by world war II bombings, these churches are currently in a state of ruin and they are often used as gardens, warehouses, stables or garbage dumps. In the present work a systematic investigation, implemented with the aid of original archive documents and in situ surveys, of this class of churches is described, with the aim of establishing the analytical bases to confer them new life within an overall reuse project. The objective is establishing a network of services for the historical centre inhabitants. Because of their generally small sizes, often with joined service rooms, different destinations are compatible with the studied architectonic type: family counselling clinics, immigration centres, afterschool and cultural sites, etcetera. The reuse project, endorsing a novel social aspect, takes a dual objective into account: both the single church-node, and the artistic and functional connection between the nodes and the network are considered.
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