Lo studio si pone l’obiettivo di valutare, tramite l’uso di alcuni strumenti del portfolio Astrid-OR (Soresi, Ferrari e Nota, 2007), il concetto di “lavoro” di persone con ritardo mentale, alcune già inse- rite ed altre in attesa di inserimento in contesto lavorativo. L’obiettivo della ricerca vuole indagare in che modo le influenze familiari determinano la consapevolezza del lavoro; la letteratura spiega che i ragazzi tendono a costruirsi un’idea propria basandosi sulle idee presenti nel loro ambiente di vita (Bowes e Goodnow, 1996). Si vuole valutare in tale lavoro, in una prospettiva bio-psico-sociale, la percezione che il ragazzo ha di sé e le sue abilità sociali in situazione lavorativa, poiché è proprio in tale modo che si possono accertare con precisione le potenziali capacità lavorative. (Ferrari, Nota, Soresi, 2007). Recenti studi indicano che l’essere partecipe del mondo del lavoro può fare in modo che la persona si percepisca come membro attivo e costruttivo della società (Richardson, 1993; Super, 1990) e in termini bioniani, l’inserimento lavorativo può consentire alla persona con disabi- lità di vivere un’esperienza di contenimento e di incontro con altre persone che lo possono immagi- nare come un futuro lavoratore (Montobbio, 2000). In tale contributo e’ analizzato un campione di 44 persone, 18 delle quali con ritardo mentale medio-lieve, 13 componenti della famiglia di origine e 13 datori di lavoro. Ai primi due campioni è stato somministrato il questionario sul concetto di lavoro, solo al primo è stata usata in aggiunta la griglia per l’osservazione in situazione, e al terzo è stato somministrata una check list sui comportamenti sociali nel posto di lavoro riguardante il lavo- ratore con disabilità. E’ stata compiuta un’analisi quanti qualitativa dell’esplicitazione dei concetti di lavoro e delle abilità sociali; i primi risultati confermano le ipotesi della letteratura di riferimento evidenziando il ruolo cruciale, nel determinare la riuscita lavorativa, da parte della famiglia e degli ope- ratori della asl di riferimento, fattori che permettono, nella maggior parte dei casi studiati, di attua- re comportamenti sociali positivi.

L'Inserimento Lavorativo di Adulti con Disabiltà Mentale: una ricerca sul concetto di lavoro e sulle abilità sociali con ASTRID-OR

Calogero, Iacolino
2011

Abstract

Lo studio si pone l’obiettivo di valutare, tramite l’uso di alcuni strumenti del portfolio Astrid-OR (Soresi, Ferrari e Nota, 2007), il concetto di “lavoro” di persone con ritardo mentale, alcune già inse- rite ed altre in attesa di inserimento in contesto lavorativo. L’obiettivo della ricerca vuole indagare in che modo le influenze familiari determinano la consapevolezza del lavoro; la letteratura spiega che i ragazzi tendono a costruirsi un’idea propria basandosi sulle idee presenti nel loro ambiente di vita (Bowes e Goodnow, 1996). Si vuole valutare in tale lavoro, in una prospettiva bio-psico-sociale, la percezione che il ragazzo ha di sé e le sue abilità sociali in situazione lavorativa, poiché è proprio in tale modo che si possono accertare con precisione le potenziali capacità lavorative. (Ferrari, Nota, Soresi, 2007). Recenti studi indicano che l’essere partecipe del mondo del lavoro può fare in modo che la persona si percepisca come membro attivo e costruttivo della società (Richardson, 1993; Super, 1990) e in termini bioniani, l’inserimento lavorativo può consentire alla persona con disabi- lità di vivere un’esperienza di contenimento e di incontro con altre persone che lo possono immagi- nare come un futuro lavoratore (Montobbio, 2000). In tale contributo e’ analizzato un campione di 44 persone, 18 delle quali con ritardo mentale medio-lieve, 13 componenti della famiglia di origine e 13 datori di lavoro. Ai primi due campioni è stato somministrato il questionario sul concetto di lavoro, solo al primo è stata usata in aggiunta la griglia per l’osservazione in situazione, e al terzo è stato somministrata una check list sui comportamenti sociali nel posto di lavoro riguardante il lavo- ratore con disabilità. E’ stata compiuta un’analisi quanti qualitativa dell’esplicitazione dei concetti di lavoro e delle abilità sociali; i primi risultati confermano le ipotesi della letteratura di riferimento evidenziando il ruolo cruciale, nel determinare la riuscita lavorativa, da parte della famiglia e degli ope- ratori della asl di riferimento, fattori che permettono, nella maggior parte dei casi studiati, di attua- re comportamenti sociali positivi.
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