L’agricoltura sociale è una pratica poco conosciuta ed esplorata in Italia e, soprattutto, in Sicilia. Si tratta di una realtà ancora in via di sviluppo, anche se le esperienze di agricoltura sociale vanno consolidandosi sempre di più. Oggetto di attenzione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (2009-2011), che di recente ha deciso di occuparsi e di valutare lo scenario nel quale sono inserite le attività di agricoltura sociale (Senni 2009), essa può essere osservata come un’esperienza innovativa di welfare state, sia considerando il contesto socio-economico in cui tale attività si è innestata sia ponendo attenzione agli attori sociali direttamente coinvolti nei processi d’inclusione e d’integrazione sociale. Nonostante l’agricoltura sociale in Sicilia non goda di una normativa di riferimento unica, le attività promosse finora hanno creato sviluppo locale (Beccattini, 1989), in molte province del territorio, attraverso la valorizzazione del paesaggio rurale e del lavoro agricolo, inteso come punto di forza per lo svolgimento di attività destinate al sociale. L’accoglienza negli ambienti rurali attraverso la condivisione dei valori dell’agricoltura, intesa in un’ottica multifunzionale, è vista come un insieme di esperienze positive, tecniche e progettuali, dove l’attività agricola funge da ambiente ideale per il sostegno e la cura di quegli individui svantaggiati e delle fasce deboli della popolazione (ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, disabili fisici e psichici) creando indirettamente numerose chance occupazionali.

Agricoltura sociale in Sicilia. Strumento innovativo di welfare o nuovo modello di sviluppo locale?

Loredana Tallarita
2015

Abstract

L’agricoltura sociale è una pratica poco conosciuta ed esplorata in Italia e, soprattutto, in Sicilia. Si tratta di una realtà ancora in via di sviluppo, anche se le esperienze di agricoltura sociale vanno consolidandosi sempre di più. Oggetto di attenzione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali (2009-2011), che di recente ha deciso di occuparsi e di valutare lo scenario nel quale sono inserite le attività di agricoltura sociale (Senni 2009), essa può essere osservata come un’esperienza innovativa di welfare state, sia considerando il contesto socio-economico in cui tale attività si è innestata sia ponendo attenzione agli attori sociali direttamente coinvolti nei processi d’inclusione e d’integrazione sociale. Nonostante l’agricoltura sociale in Sicilia non goda di una normativa di riferimento unica, le attività promosse finora hanno creato sviluppo locale (Beccattini, 1989), in molte province del territorio, attraverso la valorizzazione del paesaggio rurale e del lavoro agricolo, inteso come punto di forza per lo svolgimento di attività destinate al sociale. L’accoglienza negli ambienti rurali attraverso la condivisione dei valori dell’agricoltura, intesa in un’ottica multifunzionale, è vista come un insieme di esperienze positive, tecniche e progettuali, dove l’attività agricola funge da ambiente ideale per il sostegno e la cura di quegli individui svantaggiati e delle fasce deboli della popolazione (ex-detenuti, ex-tossicodipendenti, disabili fisici e psichici) creando indirettamente numerose chance occupazionali.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://hdl.handle.net/11387/130903
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