Negli ultimi decenni, il settore dell’Ingegneria Sismica ha fatto degli enormi progressi nella comprensione dei fenomeni legati al comportamento delle strutture soggette al sisma e nel fornire soluzioni tecniche per la mitigazione della vulnerabilità. Innumerevoli studi sono stati condotti al fine di redigere normative antisismiche moderne per le nuove costruzioni e metodi di verifica affidabili per la valutazione del rischio di costruzioni esistenti. Ciononostante, i recenti eventi sismici hanno mostrato ancora una volta la fragilità del territorio italiano, principalmente a causa di alcune sue peculiarità come, ad esempio, l’elevata sismicità e le caratteristiche dei tessuti urbani, specie quelli storici, non adeguati ad assorbire terremoti anche di bassa e media intensità. In tale contesto, lo studio del rischio sismico rappresenta una delle problematiche più importaonti ed attuali per la salvaguardia delle vite umane, delle strutture e infrastrutture, del patrimonio naturalistico e culturale di cui il nostro territorio è ricco. Poichè uno studio accurato della risposta sismica delle strutture è praticamente impossibile da ottenere solo sulla base di modellazioni analitiche o tramite l’esecuzione di prove strutturali ordinarie, ma richiede la presenza di grandi e costose infrastrutture in cui è possibile condurre prove su modelli in grande scala, la presenza di laboratori con strumentazione di alto livello tecnologico, come il Centro di Ricerca LEDA, diventa essenziale per lo studio del rischio sismico e delle strategie per la sua mitigazione. In tal modo è possibile validare modelli analitici di calcolo, qualificare apparecchiature con tecnologie avanzate, senza avere la necessità di aspettare il vero “collaudo” della bontà dei nuovi metodi di costruzione, che si ha solo in presenza di un terremoto reale.

Un nuovo avanzato laboratorio per lo studio degli effetti dei terremoti: il Centro di Ricerca L.E.D.A.

Marinella Fossetti
;
Giacomo Navarra;Giovanni Tesoriere
2018

Abstract

Negli ultimi decenni, il settore dell’Ingegneria Sismica ha fatto degli enormi progressi nella comprensione dei fenomeni legati al comportamento delle strutture soggette al sisma e nel fornire soluzioni tecniche per la mitigazione della vulnerabilità. Innumerevoli studi sono stati condotti al fine di redigere normative antisismiche moderne per le nuove costruzioni e metodi di verifica affidabili per la valutazione del rischio di costruzioni esistenti. Ciononostante, i recenti eventi sismici hanno mostrato ancora una volta la fragilità del territorio italiano, principalmente a causa di alcune sue peculiarità come, ad esempio, l’elevata sismicità e le caratteristiche dei tessuti urbani, specie quelli storici, non adeguati ad assorbire terremoti anche di bassa e media intensità. In tale contesto, lo studio del rischio sismico rappresenta una delle problematiche più importaonti ed attuali per la salvaguardia delle vite umane, delle strutture e infrastrutture, del patrimonio naturalistico e culturale di cui il nostro territorio è ricco. Poichè uno studio accurato della risposta sismica delle strutture è praticamente impossibile da ottenere solo sulla base di modellazioni analitiche o tramite l’esecuzione di prove strutturali ordinarie, ma richiede la presenza di grandi e costose infrastrutture in cui è possibile condurre prove su modelli in grande scala, la presenza di laboratori con strumentazione di alto livello tecnologico, come il Centro di Ricerca LEDA, diventa essenziale per lo studio del rischio sismico e delle strategie per la sua mitigazione. In tal modo è possibile validare modelli analitici di calcolo, qualificare apparecchiature con tecnologie avanzate, senza avere la necessità di aspettare il vero “collaudo” della bontà dei nuovi metodi di costruzione, che si ha solo in presenza di un terremoto reale.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/131218
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact