L’articolo “Solitude as an approach to affective self-regulation” di Nguyen et al., pubblicato da Personality and Social Psychology Bulletin nel 2017, sottolinea l’effetto terapeutico della solitudine per la cura dello stress soprattutto quando questa configura una scelta limitata a pochi minuti al giorno. Ben altra situazione si determina, invece, quando la solitudine non è una scelta ma una precisa condizione esistenziale e sociale subìta dalle persone, come confermano un numero crescente di ricerche e studi secondo cui la solitudine rappresenta una vera e propria malattia che, per implicazioni e conseguenze, rischia addirittura di assumere i tratti di un’epidemia. Non deve essere stato un caso, infatti, se nel gennaio 2018 il governo inglese, sul solco del lavoro già avviato dalla Commissione Jo Cox, abbia istituito il Ministero per la solitudine, sottolineando la rilevanza di un fenomeno già oggetto di attenzione in diversi Paesi occidentali. Secondo le scienze mediche e sociali, la solitudine, dunque, rappresenta una condizione patologica che può essere contagiata, contribuendo anche alla comparsa di ulteriori patologie, aggravandone il quadro clinico e compromettendo la capacità reattiva dell’organismo. Pur senza la pretesa di esaurire un tema assai complesso come quello della solitudine, il presente lavoro – nelle forme di una systematic review, i cui riferimenti prioritari sono stati i database dell’US National Library of Medicine, National Institutes of Health e della Cochrane Library – si propone di ricomporre le dimensioni analitiche emerse dalle evidenze scientifiche più recenti entro una visione d’insieme capace di restituire la necessaria consapevolezza su un tema sul quale le agende politiche mostrano ancora scarsa sensibilità.

La solitudine: una nuova emergenza sociale e sanitaria

Guarino Carmelo
2019

Abstract

L’articolo “Solitude as an approach to affective self-regulation” di Nguyen et al., pubblicato da Personality and Social Psychology Bulletin nel 2017, sottolinea l’effetto terapeutico della solitudine per la cura dello stress soprattutto quando questa configura una scelta limitata a pochi minuti al giorno. Ben altra situazione si determina, invece, quando la solitudine non è una scelta ma una precisa condizione esistenziale e sociale subìta dalle persone, come confermano un numero crescente di ricerche e studi secondo cui la solitudine rappresenta una vera e propria malattia che, per implicazioni e conseguenze, rischia addirittura di assumere i tratti di un’epidemia. Non deve essere stato un caso, infatti, se nel gennaio 2018 il governo inglese, sul solco del lavoro già avviato dalla Commissione Jo Cox, abbia istituito il Ministero per la solitudine, sottolineando la rilevanza di un fenomeno già oggetto di attenzione in diversi Paesi occidentali. Secondo le scienze mediche e sociali, la solitudine, dunque, rappresenta una condizione patologica che può essere contagiata, contribuendo anche alla comparsa di ulteriori patologie, aggravandone il quadro clinico e compromettendo la capacità reattiva dell’organismo. Pur senza la pretesa di esaurire un tema assai complesso come quello della solitudine, il presente lavoro – nelle forme di una systematic review, i cui riferimenti prioritari sono stati i database dell’US National Library of Medicine, National Institutes of Health e della Cochrane Library – si propone di ricomporre le dimensioni analitiche emerse dalle evidenze scientifiche più recenti entro una visione d’insieme capace di restituire la necessaria consapevolezza su un tema sul quale le agende politiche mostrano ancora scarsa sensibilità.
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