L’Analisi Comportamentale Applicata, in inglese Applied Behavior Analysis (ABA), è diventata di recente popolare anche in Italia soprattutto per l’efficacia dimostrata nel campo dell’autismo. Il suo successo rischia però di condurla al declino perché le applicazioni in questo campo costituiscono di per sé un 20 modo molto restrittivo di descriverla, concettualizzarla e applicarla. Molti, erroneamente, ritengono che l’ABA sia una tecnica o un metodo, mentre in realtà è un ampio corpus di principi e procedure sensibili al contesto e individuali. L’ABA è una scienza applicata, al pari di medicina o ingegneria, cioè una tecnologia, che deriva da una scienza di base, l’Analisi del Comportamento, in inglese Behavior Analysis (BA), che origina dagli studi e dal pensiero di Skinner. Paradossalmente la minaccia proviene proprio dall’interno del campo comportamentale, cioè da quei professionisti che la applicano in modo ideologico, decontestualizzato, tecnicistico, privo di retroterra culturale, semplicemente come “ricetta” appresa in corsi di formazione di brevissima durata. Di conseguenza vi è una tendenza a considerare BA e ABA esterne alla Psicologia, pur essendo invece una delle molteplici e contrapposte teorie che cercano di spiegare l’esistenza psicologica umana. L’analisi del comportamento è psicologia, esattamente come è psicologia la psicoanalisi, la psicologia sistemica, la psicologia cognitiva. L’articolo mira a contestualizzare alcuni elementi importanti quali la storia della BA e dell’ABA nel nostro Paese e il contributo italiano allo sviluppo dell’ABA, le applicazioni nell’autismo e i diversi modelli, da quello di Lovaas ai più recenti naturalistici, i profili professionali e la certificazione statunitense: l’ignoranza di questi aspetti rischia di trasformare una Scienza in una acritica applicazione in forma dogmatica. La sproporzione fra domanda e offerta nella formazione ha anche portato al proliferare di corsi di formazione di discutibile qualità. Come la patente di guida implica che si sappia solo guidare ma non insegnare a guidare, così una certificazione di un ente privato statunitense, un po' di pratica e un po' di esperienza applicativa non bastano per qualificarsi come docenti. La consapevolezza di queste “minacce”, interne ed esterne, diviene oggi fondamentale per comprendere lo sviluppo di questa Scienza e potervi partecipare come Ricercatori, Formatori e Professionisti nel nostro Paese.

La febbre dell’ABA

Paolo Moderato;Giovambattista Presti
2019-01-01

Abstract

L’Analisi Comportamentale Applicata, in inglese Applied Behavior Analysis (ABA), è diventata di recente popolare anche in Italia soprattutto per l’efficacia dimostrata nel campo dell’autismo. Il suo successo rischia però di condurla al declino perché le applicazioni in questo campo costituiscono di per sé un 20 modo molto restrittivo di descriverla, concettualizzarla e applicarla. Molti, erroneamente, ritengono che l’ABA sia una tecnica o un metodo, mentre in realtà è un ampio corpus di principi e procedure sensibili al contesto e individuali. L’ABA è una scienza applicata, al pari di medicina o ingegneria, cioè una tecnologia, che deriva da una scienza di base, l’Analisi del Comportamento, in inglese Behavior Analysis (BA), che origina dagli studi e dal pensiero di Skinner. Paradossalmente la minaccia proviene proprio dall’interno del campo comportamentale, cioè da quei professionisti che la applicano in modo ideologico, decontestualizzato, tecnicistico, privo di retroterra culturale, semplicemente come “ricetta” appresa in corsi di formazione di brevissima durata. Di conseguenza vi è una tendenza a considerare BA e ABA esterne alla Psicologia, pur essendo invece una delle molteplici e contrapposte teorie che cercano di spiegare l’esistenza psicologica umana. L’analisi del comportamento è psicologia, esattamente come è psicologia la psicoanalisi, la psicologia sistemica, la psicologia cognitiva. L’articolo mira a contestualizzare alcuni elementi importanti quali la storia della BA e dell’ABA nel nostro Paese e il contributo italiano allo sviluppo dell’ABA, le applicazioni nell’autismo e i diversi modelli, da quello di Lovaas ai più recenti naturalistici, i profili professionali e la certificazione statunitense: l’ignoranza di questi aspetti rischia di trasformare una Scienza in una acritica applicazione in forma dogmatica. La sproporzione fra domanda e offerta nella formazione ha anche portato al proliferare di corsi di formazione di discutibile qualità. Come la patente di guida implica che si sappia solo guidare ma non insegnare a guidare, così una certificazione di un ente privato statunitense, un po' di pratica e un po' di esperienza applicativa non bastano per qualificarsi come docenti. La consapevolezza di queste “minacce”, interne ed esterne, diviene oggi fondamentale per comprendere lo sviluppo di questa Scienza e potervi partecipare come Ricercatori, Formatori e Professionisti nel nostro Paese.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/137541
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