This paper analyses the mechanisms of text reuse and the dense network of widespread intertextuality behind three imperial documents dating back to 1327-28, that is the most heated phase of the clash between Louis the Bavarian and John XXII. In these documents (an epistle of the representatives of the city of Rome to the Pope, the decree Gloriosus Deus of the emperor and his constitution on the Pope’s obligation to reside in Rome) are present expressions that refer, with significant similarities, to the civil and religious primacy of Rome. Sources of such expressions are some significant texts of the hierocratic thought. However, those who, in the entourage of the emperor, elaborated the three writings, had the ability to bend rhetorical concepts and formulas to a new and opposite objective, that is the demonstration of the autonomy of the imperial power from the religious one. A further and later episode of reuse is then represented by the insertion of the documents in chapter 96 of the Cronica Sicilie.

Questo articolo analizza i meccanismi di riutilizzo del testo e la fitta rete di intertestualità diffusa nascosta in tre documenti imperiali risalenti al 1327-28, periodo che è la fase più accesa dello scontro tra Ludovico il Bavaro e Giovanni XXII. In questi documenti (un’epistola dei rappresentanti della città di Roma al Papa, il decreto Gloriosus Deus dell’imperatore e la sua costituzione sull’obbligo del Papa di risiedere a Roma) sono presenti espressioni che rimandano, con significative somiglianze, al primato civile e religioso di Roma. Le fonti di tali espressioni sono alcuni testi significativi del pensiero ierocratico. Tuttavia, coloro che, nell’entourage dell’imperatore, elaborarono i tre scritti, avevano la capacità di piegare concetti e formule retoriche a un obiettivo nuovo e opposto, cioè la dimostrazione dell’autonomia del potere imperiale da quello religioso. Un ulteriore e successivo episodio di riutilizzo è quindi rappresentato dall’inserimento dei documenti nel capitolo 96 della Cronica Sicilie.

Ars dictaminis e riuso testuale: il primato di Roma in alcuni documenti di Ludovico il Bavaro

Pietro Colletta
2019-01-01

Abstract

Questo articolo analizza i meccanismi di riutilizzo del testo e la fitta rete di intertestualità diffusa nascosta in tre documenti imperiali risalenti al 1327-28, periodo che è la fase più accesa dello scontro tra Ludovico il Bavaro e Giovanni XXII. In questi documenti (un’epistola dei rappresentanti della città di Roma al Papa, il decreto Gloriosus Deus dell’imperatore e la sua costituzione sull’obbligo del Papa di risiedere a Roma) sono presenti espressioni che rimandano, con significative somiglianze, al primato civile e religioso di Roma. Le fonti di tali espressioni sono alcuni testi significativi del pensiero ierocratico. Tuttavia, coloro che, nell’entourage dell’imperatore, elaborarono i tre scritti, avevano la capacità di piegare concetti e formule retoriche a un obiettivo nuovo e opposto, cioè la dimostrazione dell’autonomia del potere imperiale da quello religioso. Un ulteriore e successivo episodio di riutilizzo è quindi rappresentato dall’inserimento dei documenti nel capitolo 96 della Cronica Sicilie.
This paper analyses the mechanisms of text reuse and the dense network of widespread intertextuality behind three imperial documents dating back to 1327-28, that is the most heated phase of the clash between Louis the Bavarian and John XXII. In these documents (an epistle of the representatives of the city of Rome to the Pope, the decree Gloriosus Deus of the emperor and his constitution on the Pope’s obligation to reside in Rome) are present expressions that refer, with significant similarities, to the civil and religious primacy of Rome. Sources of such expressions are some significant texts of the hierocratic thought. However, those who, in the entourage of the emperor, elaborated the three writings, had the ability to bend rhetorical concepts and formulas to a new and opposite objective, that is the demonstration of the autonomy of the imperial power from the religious one. A further and later episode of reuse is then represented by the insertion of the documents in chapter 96 of the Cronica Sicilie.
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