Sembra particolarmente difficile oggi trovare la corretta misura per definire qual è il territorio dell’architettura contemporanea. Al solo pronunciare la parola a r c hit e t t u r a evochiamo un vastissimo mondo di significati fatto di letture critiche e interpretazioni, di astrazioni e materialità, ma anche di luoghi comuni e ragionamenti autoreferenziali. Uno dei rischi maggiori sembrerebbe essere quello di una visione autonoma che allontana l’ambito dell’architettura dal resto delle cose del mondo. È probabile che questo avvenga e che sia già avvenuto in passato, affidandosi all’idea che quello che definiamo a r c hit e t t u r a – intesa come entità autonoma – abbia davvero la capacità essere sufficiente a se stessa in quanto disciplina, e di trovare al proprio interno una cogente necessità e la stessa ragione d’esistere. In questa epoca, definita da più parti come Antropocene, crediamo sia giunto il momento adeguato per assumere uno sguardo alternativo, uno sguardo che consenta di guardare le cose anche da una prospettiva diversa che, addirittura, potremmo definire meno m o d e r n a sulla scia di quanto ha sostenuto in più occasioni Bruno Latour (2018).

Agency spaziale, architettura e iperoggetti

Gianluca Burgio
2020

Abstract

Sembra particolarmente difficile oggi trovare la corretta misura per definire qual è il territorio dell’architettura contemporanea. Al solo pronunciare la parola a r c hit e t t u r a evochiamo un vastissimo mondo di significati fatto di letture critiche e interpretazioni, di astrazioni e materialità, ma anche di luoghi comuni e ragionamenti autoreferenziali. Uno dei rischi maggiori sembrerebbe essere quello di una visione autonoma che allontana l’ambito dell’architettura dal resto delle cose del mondo. È probabile che questo avvenga e che sia già avvenuto in passato, affidandosi all’idea che quello che definiamo a r c hit e t t u r a – intesa come entità autonoma – abbia davvero la capacità essere sufficiente a se stessa in quanto disciplina, e di trovare al proprio interno una cogente necessità e la stessa ragione d’esistere. In questa epoca, definita da più parti come Antropocene, crediamo sia giunto il momento adeguato per assumere uno sguardo alternativo, uno sguardo che consenta di guardare le cose anche da una prospettiva diversa che, addirittura, potremmo definire meno m o d e r n a sulla scia di quanto ha sostenuto in più occasioni Bruno Latour (2018).
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11387/138963
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