In Unesco’s World Heritage List (WHL) there are 1002 sites, both cultural and natural. Italy is the country with the highest number of sites, 51 in total. Sicily with its seven sites is the first Italian region, together with Lombardy, although Lombardy only has five exclusively while two are shared, one with Piedmont and another with Switzerland. Not only does Sicily have seven sites of cultural and natural heritage, but it also has two elements in the list of intangible cultural heritage: “Opera dei Pupi” (Sicilian puppet theatre) (2001) and “La vite ad alberello” (head-trained bush vines) (2014) and plays a strategic, central role in “The Mediterranean diet” (2010).1 So with tangible and intangible heritage, Sicily can boast of 10 sites and represents the region with the highest number of Unesco inscriptions in the world. Sicilian sites in the WH List are: the Villa del Casale at Piazza Armerina in the province of Enna (1997); the Archaeological Park and Landscape of the Valley of the Temples of Agrigento in the province of Agrigento (1997); the Aeolian Islands in the province of Messina (2000); the Late-Baroque cities of the Val di Noto (provinces of Siracusa, Ragusa, Catania), the cities of Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone and Militello in Val di Catania (2002); Siracusa and the Rock Necropolises of Pantalica (2005), Mount Etna (2013), Arab-Norman Palermo and the cathedrals of Cefalu and Monreale (2015).

La Sicilia con i suoi sette siti, è la prima regione italiana insieme alla Lombardia, che però ne detiene in esclusiva solo cinque e due li condivide, uno con il Piemonte e un altro con la Svizzera. L’Isola però, oltre i sette siti di beni culturali e naturali, ha ottenuto l’iscrizione di due beni nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (IHL): “L’Opera dei Pupi” (2001) e “La vite ad alberello di Pantelleria” (2014), e svolge un ruolo strategico e centrale per “La dieta Mediterranea” (2010).1 Tra patrimonio materiale e immateriale, la Sicilia detiene dieci beni. Rappresentando la regione del mondo con il più alto numero di riconoscimenti dall’UNESCO. I siti Siciliani iscritti nella WHL sono: la Villa del Casale di Piazza Armerina in provincia di Enna (1997); il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in provincia di Agrigento (1997); le Isole Eolie, in provincia di Messina (2000); le Città tardo barocche del Val di Noto (le province di Siracusa, Ragusa e Catania), le città di: Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Val di Catania (2002); Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica (2005); Monte Etna (2013); Palermo Arabo Normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (2015).

Sicilia sotto il segno dell'UNESCO/Sycily: under the sign of UNESCO

ANGELINI, Aurelio
2015

Abstract

La Sicilia con i suoi sette siti, è la prima regione italiana insieme alla Lombardia, che però ne detiene in esclusiva solo cinque e due li condivide, uno con il Piemonte e un altro con la Svizzera. L’Isola però, oltre i sette siti di beni culturali e naturali, ha ottenuto l’iscrizione di due beni nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità (IHL): “L’Opera dei Pupi” (2001) e “La vite ad alberello di Pantelleria” (2014), e svolge un ruolo strategico e centrale per “La dieta Mediterranea” (2010).1 Tra patrimonio materiale e immateriale, la Sicilia detiene dieci beni. Rappresentando la regione del mondo con il più alto numero di riconoscimenti dall’UNESCO. I siti Siciliani iscritti nella WHL sono: la Villa del Casale di Piazza Armerina in provincia di Enna (1997); il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento, in provincia di Agrigento (1997); le Isole Eolie, in provincia di Messina (2000); le Città tardo barocche del Val di Noto (le province di Siracusa, Ragusa e Catania), le città di: Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone e Militello in Val di Catania (2002); Siracusa e la Necropoli Rupestre di Pantalica (2005); Monte Etna (2013); Palermo Arabo Normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale (2015).
978-88-87909-49-4
In Unesco’s World Heritage List (WHL) there are 1002 sites, both cultural and natural. Italy is the country with the highest number of sites, 51 in total. Sicily with its seven sites is the first Italian region, together with Lombardy, although Lombardy only has five exclusively while two are shared, one with Piedmont and another with Switzerland. Not only does Sicily have seven sites of cultural and natural heritage, but it also has two elements in the list of intangible cultural heritage: “Opera dei Pupi” (Sicilian puppet theatre) (2001) and “La vite ad alberello” (head-trained bush vines) (2014) and plays a strategic, central role in “The Mediterranean diet” (2010).1 So with tangible and intangible heritage, Sicily can boast of 10 sites and represents the region with the highest number of Unesco inscriptions in the world. Sicilian sites in the WH List are: the Villa del Casale at Piazza Armerina in the province of Enna (1997); the Archaeological Park and Landscape of the Valley of the Temples of Agrigento in the province of Agrigento (1997); the Aeolian Islands in the province of Messina (2000); the Late-Baroque cities of the Val di Noto (provinces of Siracusa, Ragusa, Catania), the cities of Noto, Palazzolo Acreide, Ragusa, Modica, Scicli, Catania, Caltagirone and Militello in Val di Catania (2002); Siracusa and the Rock Necropolises of Pantalica (2005), Mount Etna (2013), Arab-Norman Palermo and the cathedrals of Cefalu and Monreale (2015).
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