Il lavoro ricostruisce il regime sanzionatorio in materia di omissione ed evasione contributiva, alla luce delle innovazioni introdotte dal d.l. n. 19/2024. L’analisi prende le mosse dalla distinzione tra le due fattispecie delineate dall’art. 116, comma 8, della l. n. 388/2000, mettendo in evidenza il rafforzamento degli strumenti di regolarizzazione spontanea. Particolare rilievo assumono i meccanismi premiali che modulano le sanzioni in funzione della tempestività dell’adempimento. In tale prospettiva, si valorizzano le attività di compliance e i poteri di accertamento dell’Inps, secondo una logica di cooperazione con il contribuente. Resta tuttavia fermo un impianto sanzionatorio incisivo nelle ipotesi di evasione caratterizzate da dolo e occultamento. Uno specifico approfondimento è dedicato all’omesso versamento delle ritenute previdenziali, depenalizzato dal d.lgs. n. 8/2016 e successivamente rimodulato dal d.l. n. 48/2023. Sono quindi esaminate le questioni di legittimità costituzionale, risolte dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 103/2025, in termini di proporzionalità della sanzione. L’indagine si sofferma, inoltre, sull’applicabilità del termine di decadenza previsto dall’art. 14 della l. n. 689/1981. Sul punto, viene richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione che ne afferma la natura decadenziale anche nei casi di depenalizzazione.
Il regime sanzionatorio
giuseppe berretta
Writing – Original Draft Preparation
2026-01-01
Abstract
Il lavoro ricostruisce il regime sanzionatorio in materia di omissione ed evasione contributiva, alla luce delle innovazioni introdotte dal d.l. n. 19/2024. L’analisi prende le mosse dalla distinzione tra le due fattispecie delineate dall’art. 116, comma 8, della l. n. 388/2000, mettendo in evidenza il rafforzamento degli strumenti di regolarizzazione spontanea. Particolare rilievo assumono i meccanismi premiali che modulano le sanzioni in funzione della tempestività dell’adempimento. In tale prospettiva, si valorizzano le attività di compliance e i poteri di accertamento dell’Inps, secondo una logica di cooperazione con il contribuente. Resta tuttavia fermo un impianto sanzionatorio incisivo nelle ipotesi di evasione caratterizzate da dolo e occultamento. Uno specifico approfondimento è dedicato all’omesso versamento delle ritenute previdenziali, depenalizzato dal d.lgs. n. 8/2016 e successivamente rimodulato dal d.l. n. 48/2023. Sono quindi esaminate le questioni di legittimità costituzionale, risolte dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 103/2025, in termini di proporzionalità della sanzione. L’indagine si sofferma, inoltre, sull’applicabilità del termine di decadenza previsto dall’art. 14 della l. n. 689/1981. Sul punto, viene richiamato l’orientamento della Corte di Cassazione che ne afferma la natura decadenziale anche nei casi di depenalizzazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


