Il volume è frutto del censimento bibliografico delle testimonianze archeologiche relative alla Tardoantichità presenti nel territorio oggi compreso nell'attuale provincia di Enna, chiaramente frutto di una suddivisione amministrativa moderna, non corrispondente in alcun modo con una unità territoriale antica. Quest'area della Sicilia centrale è caratterizzata dalla presenza di differenti caratteristiche geomorfologiche ed ambientali che ne hanno ovviamente condizionato la distribuzione poleografica e la tipologia insediativa, che assume aspetti profondamente diversificati nella zona meridionale (più tradizionalmente indagata perché legata alla Villa del Casale di Piazza Armerina) e settentrionale della provincia, meno interessata dalla ricerca scientifica e ancor meno, se non in anni recenti, dalla ricerca archeologica sul periodo tardoantico e medievale. Particolarmente interessanti le considerazioni che possono trarsi dalla ripresa degli studi in alcuni ambiti territoriali integrate anche da ricognizioni dell'autore, che permettono di delineare un quadro più chiaro, anche se da approfondire, relativo alle testimonianze tardoantiche, ed in alcuni casi, specificamente cristiane, che si inseriscono pienamente nel quadro più noto della Sicilia costiera in relazione alla riacquisita centralità dell'isola nel Mediterraneo.

Testimonianze di età tardoantica nel territorio ennese

PATTI, DANIELA
2006-01-01

Abstract

Il volume è frutto del censimento bibliografico delle testimonianze archeologiche relative alla Tardoantichità presenti nel territorio oggi compreso nell'attuale provincia di Enna, chiaramente frutto di una suddivisione amministrativa moderna, non corrispondente in alcun modo con una unità territoriale antica. Quest'area della Sicilia centrale è caratterizzata dalla presenza di differenti caratteristiche geomorfologiche ed ambientali che ne hanno ovviamente condizionato la distribuzione poleografica e la tipologia insediativa, che assume aspetti profondamente diversificati nella zona meridionale (più tradizionalmente indagata perché legata alla Villa del Casale di Piazza Armerina) e settentrionale della provincia, meno interessata dalla ricerca scientifica e ancor meno, se non in anni recenti, dalla ricerca archeologica sul periodo tardoantico e medievale. Particolarmente interessanti le considerazioni che possono trarsi dalla ripresa degli studi in alcuni ambiti territoriali integrate anche da ricognizioni dell'autore, che permettono di delineare un quadro più chiaro, anche se da approfondire, relativo alle testimonianze tardoantiche, ed in alcuni casi, specificamente cristiane, che si inseriscono pienamente nel quadro più noto della Sicilia costiera in relazione alla riacquisita centralità dell'isola nel Mediterraneo.
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