Si tratta della prima monografia mai realizzata sulla pittura egizia che abbraccia l’intero periodo della sua attestazione. Copre il periodo che va dalla Preistoria (fine del IV millennio) fino all’arrivo dei macedoni in Egitto (IV secolo a.C.). Oltre a porsi come un compendio sulla storia e l’evoluzione della pittura nell’antico Egitto, il volume espone teorie innovative su diversi aspetti relativi a questo argomento. Nel secondo capitolo (24-61) è esposto un nuovo sistema sul modo di concepire i colori nell'antico Egitto. Ampio trattazione è attribuite al Primo Periodo Intermedio e al Medio Regno (123-199) periodi ai quali non è mai attribuita grande importanza , nonostante la loro importanza per la formazione della tecnica pittorica egizia. In queste pagine è espressa anche l’idea della possibile lettura dei monumenti funerari egizi come rappresentazioni in scala ridotta dell’universo dell’uomo egizio. Ampio spazio (299-326 è anche attribuito all’architetture civile egizia e ai cosiddetti esempi di “pittura minoica”, attestati in Egitto e nel Vicino Oriente. L’analisi puntuali conduce alla proposta di recuperare la teoria relativa all’esistenza di uno “stile internazionale” nel Mediterraneo orientale della seconda metà del II millennio a.C. Il capitolo conclusivo (372-378) accenna ad alcuni aspetti dell’arte pittorica egizia mai trattati prima di questo volume, come il prevalere del bi-cromatismo, e porta all’attenzione degli studiosi e del pubblico interessato monumenti inediti come la tomba di Ba-en-iutyu nell’Oasi di Baharya (seconda metà del VI secolo a.C.; 353-368).

Pittura murale egizia

TIRADRITTI, FRANCESCO
2008

Abstract

Si tratta della prima monografia mai realizzata sulla pittura egizia che abbraccia l’intero periodo della sua attestazione. Copre il periodo che va dalla Preistoria (fine del IV millennio) fino all’arrivo dei macedoni in Egitto (IV secolo a.C.). Oltre a porsi come un compendio sulla storia e l’evoluzione della pittura nell’antico Egitto, il volume espone teorie innovative su diversi aspetti relativi a questo argomento. Nel secondo capitolo (24-61) è esposto un nuovo sistema sul modo di concepire i colori nell'antico Egitto. Ampio trattazione è attribuite al Primo Periodo Intermedio e al Medio Regno (123-199) periodi ai quali non è mai attribuita grande importanza , nonostante la loro importanza per la formazione della tecnica pittorica egizia. In queste pagine è espressa anche l’idea della possibile lettura dei monumenti funerari egizi come rappresentazioni in scala ridotta dell’universo dell’uomo egizio. Ampio spazio (299-326 è anche attribuito all’architetture civile egizia e ai cosiddetti esempi di “pittura minoica”, attestati in Egitto e nel Vicino Oriente. L’analisi puntuali conduce alla proposta di recuperare la teoria relativa all’esistenza di uno “stile internazionale” nel Mediterraneo orientale della seconda metà del II millennio a.C. Il capitolo conclusivo (372-378) accenna ad alcuni aspetti dell’arte pittorica egizia mai trattati prima di questo volume, come il prevalere del bi-cromatismo, e porta all’attenzione degli studiosi e del pubblico interessato monumenti inediti come la tomba di Ba-en-iutyu nell’Oasi di Baharya (seconda metà del VI secolo a.C.; 353-368).
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