Il volume, attraverso una puntuale analisi della giurisprudenza della Corte di giustizia, si propone di approfondire la morfologia dell’illecito eurounitario, al fine di individuarne la struttura e gli elementi costitutivi. Vengono esaminate le diverse ipotesi di violazione del diritto dell’Unione in cui lo Stato può incorrere nell’esercizio dei suoi poteri, nella triplice veste di Stato-legislatore, Stato-amministrazione e Stato-giudice. Particolare attenzione viene dedicata, non solo alla genesi delle diverse fattispecie, ma anche al modo in cui il legislatore italiano e la giurisprudenza nazionale hanno cercato di dare piena attuazione ai principi consacrati dai giudici di Lussemburgo. Oggetto di indagine è, infine, lo statuto giuridico della nuova categoria di illecito. Nello specifico, si tenta di dare soluzione al problema dell’inquadramento dogmatico di detta responsabilità, essendo controverso se si tratti di responsabilità da atto lecito ovvero da atto illecito e, in questo secondo caso, se la si debba senz’altro sussumere, come affermato dall’orientamento prevalente, nell’alveo dell’illecito aquiliano o, piuttosto, se rientri nel paradigma applicativo dell’art. 1218 c.c. come responsabilità “relazionale” a seguito dell’assunzione di particolari obblighi da parte dello Stato nei confronti dei singoli. In conclusione, viene presa posizione in merito al carattere oggettivo o meno della forma di respon¬sabilità civile in questione

la responsabilità civile dello Stato per violazione del diritto dell'Unione

SCIARRINO, VERA
2012

Abstract

Il volume, attraverso una puntuale analisi della giurisprudenza della Corte di giustizia, si propone di approfondire la morfologia dell’illecito eurounitario, al fine di individuarne la struttura e gli elementi costitutivi. Vengono esaminate le diverse ipotesi di violazione del diritto dell’Unione in cui lo Stato può incorrere nell’esercizio dei suoi poteri, nella triplice veste di Stato-legislatore, Stato-amministrazione e Stato-giudice. Particolare attenzione viene dedicata, non solo alla genesi delle diverse fattispecie, ma anche al modo in cui il legislatore italiano e la giurisprudenza nazionale hanno cercato di dare piena attuazione ai principi consacrati dai giudici di Lussemburgo. Oggetto di indagine è, infine, lo statuto giuridico della nuova categoria di illecito. Nello specifico, si tenta di dare soluzione al problema dell’inquadramento dogmatico di detta responsabilità, essendo controverso se si tratti di responsabilità da atto lecito ovvero da atto illecito e, in questo secondo caso, se la si debba senz’altro sussumere, come affermato dall’orientamento prevalente, nell’alveo dell’illecito aquiliano o, piuttosto, se rientri nel paradigma applicativo dell’art. 1218 c.c. come responsabilità “relazionale” a seguito dell’assunzione di particolari obblighi da parte dello Stato nei confronti dei singoli. In conclusione, viene presa posizione in merito al carattere oggettivo o meno della forma di respon¬sabilità civile in questione
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