Introduzione: La relazione di attaccamento pre–natale madre-feto si struttura dall’intima e continua condivisione delle esperienze che questi vivono in maniera simbiotica, sebbene non identica (Alhunsen, 2011). Il feto si sviluppa all’interno del corpo materno, nutrendosi di ciò che la madre gli offre e sperimenta (Saastad et al, 2011; Soldera, 2008); infatti, lo stress vissuto dalla madre in gestazione, se continuato e intenso, influisce negativamente sulla formazione del sistema nervoso, modificandone i livelli di arousal (Niederhofer, 2004). Durante la gravidanza muta il mondo rappresentazionale della donna, caratterizzandosi in nuove costruzioni mentali, relative al sé ed al futuro bambino; tali rappresentazioni possono essere classificate in (Ammanniti, et. Al, 1990): integrate/equilibrate, ristrette/disinvestite, non integrate/ambivalenti. Metodi: La ricerca indaga l’attaccamento pre-natale madre-bambino e le rappresentazioni materne in gravidanza. Hanno partecipato 15 donne, utenti del corso di preparazione al parto di consultori siciliani, di età compresa tra 20 e 35 anni (53.3% tra 20 e 28 anni; 46.7% tra 29 e 35 anni), ed età gestazionale tra 18 e 38 settimane (40% tra 18 e 28 settimane; 60% tra 29 e 39 settimane). Sono stati somministrati: a) Maternal- Fetal Attachment Scale (Cranley, 1981); b) Intervista per le rappresentazioni materne in gravidanza ( Ammanniti, et al. 1995). Risultati: L’analisi dei dati mostra una correlazione positiva tra dimensioni di Interazione e Attribuzione di sé (r = .681; p = .005), e tra Interazione e Caratteristiche del feto (r = .524; p = .045). L’analisi di regressione evidenzia il valore predittivo dell’età anagrafica sulla tendenza ad attribuire caratteristiche positive a se (61% varianza spiegata). Analisi preliminari rilevano come le donne presentino rappresentazioni di sè integrate ed equilibrate. Conclusioni: Le rappresentazioni genitoriali possono avere un valore predittivo se esaminate nell’ambito di programmi di sostegno psicologico alle gestanti e di promozione della relazione genitore-bambino.

Rappresentazioni materno-infantili in gravidanza: una indagine sul territorio siciliano.

PELLERONE, MONICA;
2012

Abstract

Introduzione: La relazione di attaccamento pre–natale madre-feto si struttura dall’intima e continua condivisione delle esperienze che questi vivono in maniera simbiotica, sebbene non identica (Alhunsen, 2011). Il feto si sviluppa all’interno del corpo materno, nutrendosi di ciò che la madre gli offre e sperimenta (Saastad et al, 2011; Soldera, 2008); infatti, lo stress vissuto dalla madre in gestazione, se continuato e intenso, influisce negativamente sulla formazione del sistema nervoso, modificandone i livelli di arousal (Niederhofer, 2004). Durante la gravidanza muta il mondo rappresentazionale della donna, caratterizzandosi in nuove costruzioni mentali, relative al sé ed al futuro bambino; tali rappresentazioni possono essere classificate in (Ammanniti, et. Al, 1990): integrate/equilibrate, ristrette/disinvestite, non integrate/ambivalenti. Metodi: La ricerca indaga l’attaccamento pre-natale madre-bambino e le rappresentazioni materne in gravidanza. Hanno partecipato 15 donne, utenti del corso di preparazione al parto di consultori siciliani, di età compresa tra 20 e 35 anni (53.3% tra 20 e 28 anni; 46.7% tra 29 e 35 anni), ed età gestazionale tra 18 e 38 settimane (40% tra 18 e 28 settimane; 60% tra 29 e 39 settimane). Sono stati somministrati: a) Maternal- Fetal Attachment Scale (Cranley, 1981); b) Intervista per le rappresentazioni materne in gravidanza ( Ammanniti, et al. 1995). Risultati: L’analisi dei dati mostra una correlazione positiva tra dimensioni di Interazione e Attribuzione di sé (r = .681; p = .005), e tra Interazione e Caratteristiche del feto (r = .524; p = .045). L’analisi di regressione evidenzia il valore predittivo dell’età anagrafica sulla tendenza ad attribuire caratteristiche positive a se (61% varianza spiegata). Analisi preliminari rilevano come le donne presentino rappresentazioni di sè integrate ed equilibrate. Conclusioni: Le rappresentazioni genitoriali possono avere un valore predittivo se esaminate nell’ambito di programmi di sostegno psicologico alle gestanti e di promozione della relazione genitore-bambino.
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