L’idea che esista un Diritto pubblico islamico è oggetto di discussione da svariati decenni e, forse, da svariati secoli. La questione è stata già affrontata in un volume precedente, pubblicato nella medesima collana (C. SBAILÒ, Principi sciaraitici e organizzazione dello spazio pubblico, 2012). Qui viene trattata in maniera sintetica e con un nuovo approccio ermeneutico, messo a punto nel corso degli studi condotti sui problemi metodologici legati alla ricostruzione in termini giuspubblicistici delle recenti vicende politiche che hanno sconvolto il mondo arabo islamico (pubblicati, in particolare, su Diritto pubblico comparato ed europeo, questo Forum, Iura Orientalia, Percorsi costituzionali e Quaderni costituzionali). In particolare, si sostiene la necessità di evitare tanto di cadere nell’”orientalismo” (quando, ad esempio, si tratta l’Islam alla stregua di un fenomeno etnico-culturale, trascurandone la dinamicità geopolitica) quanto di restare arroccati in una visione eurocentrica (quando, ad esempio, si stabilisce una relazione meccanica tra “secolarizzazione” e “democratizzazione”). Tanto nell’uno come nell’altro caso, infatti, ci si scontra con “anomalie” che, per essere trattate, richiedono un aggiornamento dei paradigmi interpretativi. Viceversa, molta parte di quel che accade sulla sponda sud del Mediterraneo resta fuori dall’orizzonte del giuspubblicista. Il rischio più significativo, in questi casi, è che lo studioso si trovi impreparato di fronte agli eventi e che il suo lavoro sia di scarso aiuto alla comunità politica di appartenenza (si vedano le audizioni alla III Commissione della camera dei Deputati, nel corso della XVI Legislatura, sulla cosiddetta “Primavera araba”, dove questo problema è emerso con forza). Nella prima parte del volumetto, vengono discussi gli elementi costitutivi del Diritto pubblico islamico insieme ai suddetti aspetti metodologici. Contestualmente, si affronta la questione cosiddetta della “compatibilità” tra Islam e Democrazia costituzionale, riconsiderandola a partire dai suoi termini fondamentali nonché dalle categorie giuridiche con le quali viene per lo più impostata. Si passa, dunque, ad esaminare le più recenti performance del Costituzionalismo islamico contemporaneo, cercando di fornire una chiave per la loro ricostruzione sistematica. Su questa base, viene proposta una linea di sistemazione teorica delle recenti trasformazioni politiche che hanno interessato l’Islam mediterraneo.

Diritto pubblico dell'Islam mediterraneo. Linee evolutive degli ordinamenti nordafricani contemporanei: Marocco, Algeria, Tunisia, Libia, Egitto

SBAILO', Ciro
2015

Abstract

L’idea che esista un Diritto pubblico islamico è oggetto di discussione da svariati decenni e, forse, da svariati secoli. La questione è stata già affrontata in un volume precedente, pubblicato nella medesima collana (C. SBAILÒ, Principi sciaraitici e organizzazione dello spazio pubblico, 2012). Qui viene trattata in maniera sintetica e con un nuovo approccio ermeneutico, messo a punto nel corso degli studi condotti sui problemi metodologici legati alla ricostruzione in termini giuspubblicistici delle recenti vicende politiche che hanno sconvolto il mondo arabo islamico (pubblicati, in particolare, su Diritto pubblico comparato ed europeo, questo Forum, Iura Orientalia, Percorsi costituzionali e Quaderni costituzionali). In particolare, si sostiene la necessità di evitare tanto di cadere nell’”orientalismo” (quando, ad esempio, si tratta l’Islam alla stregua di un fenomeno etnico-culturale, trascurandone la dinamicità geopolitica) quanto di restare arroccati in una visione eurocentrica (quando, ad esempio, si stabilisce una relazione meccanica tra “secolarizzazione” e “democratizzazione”). Tanto nell’uno come nell’altro caso, infatti, ci si scontra con “anomalie” che, per essere trattate, richiedono un aggiornamento dei paradigmi interpretativi. Viceversa, molta parte di quel che accade sulla sponda sud del Mediterraneo resta fuori dall’orizzonte del giuspubblicista. Il rischio più significativo, in questi casi, è che lo studioso si trovi impreparato di fronte agli eventi e che il suo lavoro sia di scarso aiuto alla comunità politica di appartenenza (si vedano le audizioni alla III Commissione della camera dei Deputati, nel corso della XVI Legislatura, sulla cosiddetta “Primavera araba”, dove questo problema è emerso con forza). Nella prima parte del volumetto, vengono discussi gli elementi costitutivi del Diritto pubblico islamico insieme ai suddetti aspetti metodologici. Contestualmente, si affronta la questione cosiddetta della “compatibilità” tra Islam e Democrazia costituzionale, riconsiderandola a partire dai suoi termini fondamentali nonché dalle categorie giuridiche con le quali viene per lo più impostata. Si passa, dunque, ad esaminare le più recenti performance del Costituzionalismo islamico contemporaneo, cercando di fornire una chiave per la loro ricostruzione sistematica. Su questa base, viene proposta una linea di sistemazione teorica delle recenti trasformazioni politiche che hanno interessato l’Islam mediterraneo.
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