Introduzione. Secondo il modello teorico di Ryff e Singer (1998), il benessere psicologico è costituito da caratteristiche disposizionali ed è strettamente legato alla realizzazione delle proprie capacità e risorse personali; pertanto, dipenderebbe dalla valutazione soggettiva circa la propria qualità di vita. Numerose ricerche (Fateme e Mahnaz, 2014; Maltby et al., 2008; Wong, 2012) hanno evidenziato delle correlazioni negative fra benessere psicologico e specifiche credenze irrazionali, come l’intolleranza alla frustrazione. Secondo Harrington (2005) l’intolleranza alla frustrazione è un costrutto multidimensionale, significativamente correlato a disturbi emotivo-comportamentali. Sebbene nella letteratura internazionale siano presenti varie ricerche in questo settore di indagine, tuttavia, il costrutto dell’intolleranza alla frustrazione, così come teorizzato da Harrington (2005a), è stato solo recentemente validato su un campione italiano (Filippello et al., 2014). Lo scopo del presente studio è quello di indagare le eventuali relazioni tra frustrazione e benessere psicologico, allo scopo di individuare le connessioni tra questi due aspetti della personalità. Si ipotizza che a più alti livelli di intolleranza alla frustrazione corrisponda un minor indice di benessere psicologico. Vengono, inoltre, indagate eventuali differenze di genere e la possibile relazione con l’età delle variabili considerate, allo scopo di ampliare le conoscenze scientifiche in un campo di indagine dai risultati ancora discordanti (Jibeen, 2013; Harrington, 2006). Metodo. Hanno partecipato alla ricerca 200 studenti universitari (età media di 23.47 anni; DS=2.56), ai quali sono state somministrate le versioni italiane del Psychological Well-being Scale (Ryff, 1989; Ruini et al., 2003) e del Frustration Discomfort Scale (Harrington, 2005a; Filippello et al., 2014). Risultati. Relativamente alle differenze di genere, rispetto agli uomini, le donne presentano un minor benessere psicologico [Lambda= .891; F(6; 193)= 3.921; p= .001; n2p= .109] e una maggiore intolleranza alla frustrazione [F(1; 198)= 8.94; p< .05; n²p= .30; femmine (M= 23.97; DS= 5.11) vs. maschi (M= 21.75; DS= 5.35)]. Si evince, inoltre, che all’aumentare dell’età diminuiscono le credenze di intolleranza emotiva (r= -.15; p< .05), pretese/diritto (r= -.15; p< .05) e intolleranza al disagio (r= -.16; p< .05) e aumenta la capacità di padroneggiare l’ambiente (r= .19; p< .01). Infine, l’analisi di regressione ha messo in evidenza che il benessere psicologico è predetto negativamente da intolleranza emotiva[t(199)= - 3.74, p< .001, β = -.43] e intolleranza al disagio[t(199)= -2.30, p< .05, β = -.22]. Conclusioni. I risultati di questo studio avvalorano l’importanza della valutazione delle credenze dell’individuo in modo da promuovere uno stile mentale orientato all’autodeterminazione e alla crescita personale.

Benessere psicologico E Tolleranza alla frustrazione: quale relazione?

Caterina Buzzai
2015

Abstract

Introduzione. Secondo il modello teorico di Ryff e Singer (1998), il benessere psicologico è costituito da caratteristiche disposizionali ed è strettamente legato alla realizzazione delle proprie capacità e risorse personali; pertanto, dipenderebbe dalla valutazione soggettiva circa la propria qualità di vita. Numerose ricerche (Fateme e Mahnaz, 2014; Maltby et al., 2008; Wong, 2012) hanno evidenziato delle correlazioni negative fra benessere psicologico e specifiche credenze irrazionali, come l’intolleranza alla frustrazione. Secondo Harrington (2005) l’intolleranza alla frustrazione è un costrutto multidimensionale, significativamente correlato a disturbi emotivo-comportamentali. Sebbene nella letteratura internazionale siano presenti varie ricerche in questo settore di indagine, tuttavia, il costrutto dell’intolleranza alla frustrazione, così come teorizzato da Harrington (2005a), è stato solo recentemente validato su un campione italiano (Filippello et al., 2014). Lo scopo del presente studio è quello di indagare le eventuali relazioni tra frustrazione e benessere psicologico, allo scopo di individuare le connessioni tra questi due aspetti della personalità. Si ipotizza che a più alti livelli di intolleranza alla frustrazione corrisponda un minor indice di benessere psicologico. Vengono, inoltre, indagate eventuali differenze di genere e la possibile relazione con l’età delle variabili considerate, allo scopo di ampliare le conoscenze scientifiche in un campo di indagine dai risultati ancora discordanti (Jibeen, 2013; Harrington, 2006). Metodo. Hanno partecipato alla ricerca 200 studenti universitari (età media di 23.47 anni; DS=2.56), ai quali sono state somministrate le versioni italiane del Psychological Well-being Scale (Ryff, 1989; Ruini et al., 2003) e del Frustration Discomfort Scale (Harrington, 2005a; Filippello et al., 2014). Risultati. Relativamente alle differenze di genere, rispetto agli uomini, le donne presentano un minor benessere psicologico [Lambda= .891; F(6; 193)= 3.921; p= .001; n2p= .109] e una maggiore intolleranza alla frustrazione [F(1; 198)= 8.94; p< .05; n²p= .30; femmine (M= 23.97; DS= 5.11) vs. maschi (M= 21.75; DS= 5.35)]. Si evince, inoltre, che all’aumentare dell’età diminuiscono le credenze di intolleranza emotiva (r= -.15; p< .05), pretese/diritto (r= -.15; p< .05) e intolleranza al disagio (r= -.16; p< .05) e aumenta la capacità di padroneggiare l’ambiente (r= .19; p< .01). Infine, l’analisi di regressione ha messo in evidenza che il benessere psicologico è predetto negativamente da intolleranza emotiva[t(199)= - 3.74, p< .001, β = -.43] e intolleranza al disagio[t(199)= -2.30, p< .05, β = -.22]. Conclusioni. I risultati di questo studio avvalorano l’importanza della valutazione delle credenze dell’individuo in modo da promuovere uno stile mentale orientato all’autodeterminazione e alla crescita personale.
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