Introduzione. La capacità degli studenti di tollerare la frustrazione e di ritardare la gratificazione è considerato un fattore predittivo del successo scolastico e accademico (Wilde, 2012). Di conseguenza, in ambito educativo, riveste particolare importanza analizzare la capacità degli studenti di sopportare “sentimenti angoscianti” correlati alla prestazione o alla valutazione e di persistere nello studio, indipendentemente dalla gratificazione immediata del risultato. Nonostante l’intolleranza alla frustrazione sia considerata un concetto centrale della Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT - Ellis, 1974), fino a qualche anno fa, le ricerche sulla natura di questi pensieri disfunzionali sono state piuttosto limitate (Chang e Zurilla, 1996; Martin e Dahlen, 2004). Tali studi hanno considerato la bassa tolleranza alla frustrazione come un costrutto unidimensionale, valutato nell’ambito dei pensieri distorti (pensiero catastrofico, intolleranza, svalutazione globale di sé e degli altri, indispensabilità e bisogni assoluti). Indagare le singole dimensioni che costituiscono l’ampia categoria di tali distorsioni cognitive è diventato ancora più importante data l’evidenza empirica che suggerisce che aree di contenuto diverso possono essere correlate a disturbi emotivi diversi (Harrington, 2007). Il Frustration Discomfort Scale – FDS (Harrington, 2005) risponde a tale esigenza, dal momento che considera l’intolleranza alla frustrazione come un costrutto costituito da quattro dimensioni: intolleranza emotiva, diritto, intolleranza al disagio e realizzazione. Poiché nel panorama scientifico italiano si evidenzia una carenza di strumenti idonei alla valutazione di questo costrutto, uno degli obiettivi del presente studio è quello di adattare al contesto italiano il Frustration Discomfort Scale ed analizzare la relazione tra le quattro dimensioni di cui è composto lo strumento e specifici disagi emotivo-comportamentali quali: ansia, depressione, rabbia e comportamenti anassertivi, in un campione di studenti universitari (N=250; età media= 23 anni;163 femmine e 87 maschi). Un ulteriore obiettivo è quello di valutare se esistono differenze di genere nelle variabili prese in considerazione. Metodo. A tutti gli studenti sono stati somministrati cinque questionari: (1) la versione adattata al contesto italiano del Frustration Discomfort Scale (Harrington, 2005), per valutare la capacità di tollerare la frustrazione; (2) la versione italiana dello STAI di Spielberger et al. (1970) (Lazzari e Pancheri, 1980), per la valutazione dell’ansia; (3) il Questionario D (Bertolotti et al., 2000) per misurare la depressione; (4) la versione italiana dello STAXI-2 di Spielberger (1999) (Comunian, 2004) per valutare la rabbia; (5) la SIBr (Arrindell et al., 2004) per la valutazione del comportamento interpersonale e assertivo. Risultati. I risultati dell’analisi fattoriale confermativa indicano un adattamento della FDS accettabile (RMSEA= .06), confermando le quattro dimensioni proposte da Harrington. L’ANOVA ha messo in evidenza differenze di genere significative relativamente alla variabile depressione [F(1, 248)=20,75; p<.001], in quanto le femmine hanno ottenuto punteggi più elevati rispetto ai maschi. La MANOVA ha permesso di rilevare una maggiore presenza nelle femmine, rispetto ai maschi, di ansia di stato [F(1,248)=13.48; p<.001] e di tratto [F(1,248)=32,47; p<.001], di intolleranza emotiva [F(1,248)=12,49; p<.001] ed assertività generale/disagio [F(1,248)=9,13; p <.05]. Nelle scale diritto, realizzazione, intolleranza al disagio, rabbia di stato, rabbia di tratto e assertività generale/frequenza non sono state riscontrate differenze significative in relazione al sesso. Infine, la regressione multipla gerarchica ha evidenziato che le dimensioni del FDS sono predittrici di disfunzioni emotivo-comportamentali, in accordo con le precedenti ricerche (Harrington, 2006; Stanković, 2011). L’intolleranza al disagio è predittrice della depressione e della rabbia di stato; l’intolleranza emotiva è predittrice dell’ansia di stato, dell’ansia di tratto e del disagio nel manifestare comportamenti assertivi. Nella rabbia di tratto predittore positivo risulta essere la dimensione diritto, mentre l’intolleranza emotiva è negativamente predittiva della rabbia di tratto. Discussione. I risultati ottenuti indicano che le varie dimensioni della FDS possono essere coinvolte in differenti manifestazioni emotive e comportamentali, considerate di particolare rilevanza nella predizione del successo accademico (Wilde, 2012). I dati ottenuti confermano la validità della versione italiana dello strumento e forniscono una prova della sua applicabilità in una cultura diversa.

Bassa tolleranza alla frustrazione e problemi emotivo-comportamentali

Buzzai C.;
2013

Abstract

Introduzione. La capacità degli studenti di tollerare la frustrazione e di ritardare la gratificazione è considerato un fattore predittivo del successo scolastico e accademico (Wilde, 2012). Di conseguenza, in ambito educativo, riveste particolare importanza analizzare la capacità degli studenti di sopportare “sentimenti angoscianti” correlati alla prestazione o alla valutazione e di persistere nello studio, indipendentemente dalla gratificazione immediata del risultato. Nonostante l’intolleranza alla frustrazione sia considerata un concetto centrale della Terapia Razionale Emotiva Comportamentale (REBT - Ellis, 1974), fino a qualche anno fa, le ricerche sulla natura di questi pensieri disfunzionali sono state piuttosto limitate (Chang e Zurilla, 1996; Martin e Dahlen, 2004). Tali studi hanno considerato la bassa tolleranza alla frustrazione come un costrutto unidimensionale, valutato nell’ambito dei pensieri distorti (pensiero catastrofico, intolleranza, svalutazione globale di sé e degli altri, indispensabilità e bisogni assoluti). Indagare le singole dimensioni che costituiscono l’ampia categoria di tali distorsioni cognitive è diventato ancora più importante data l’evidenza empirica che suggerisce che aree di contenuto diverso possono essere correlate a disturbi emotivi diversi (Harrington, 2007). Il Frustration Discomfort Scale – FDS (Harrington, 2005) risponde a tale esigenza, dal momento che considera l’intolleranza alla frustrazione come un costrutto costituito da quattro dimensioni: intolleranza emotiva, diritto, intolleranza al disagio e realizzazione. Poiché nel panorama scientifico italiano si evidenzia una carenza di strumenti idonei alla valutazione di questo costrutto, uno degli obiettivi del presente studio è quello di adattare al contesto italiano il Frustration Discomfort Scale ed analizzare la relazione tra le quattro dimensioni di cui è composto lo strumento e specifici disagi emotivo-comportamentali quali: ansia, depressione, rabbia e comportamenti anassertivi, in un campione di studenti universitari (N=250; età media= 23 anni;163 femmine e 87 maschi). Un ulteriore obiettivo è quello di valutare se esistono differenze di genere nelle variabili prese in considerazione. Metodo. A tutti gli studenti sono stati somministrati cinque questionari: (1) la versione adattata al contesto italiano del Frustration Discomfort Scale (Harrington, 2005), per valutare la capacità di tollerare la frustrazione; (2) la versione italiana dello STAI di Spielberger et al. (1970) (Lazzari e Pancheri, 1980), per la valutazione dell’ansia; (3) il Questionario D (Bertolotti et al., 2000) per misurare la depressione; (4) la versione italiana dello STAXI-2 di Spielberger (1999) (Comunian, 2004) per valutare la rabbia; (5) la SIBr (Arrindell et al., 2004) per la valutazione del comportamento interpersonale e assertivo. Risultati. I risultati dell’analisi fattoriale confermativa indicano un adattamento della FDS accettabile (RMSEA= .06), confermando le quattro dimensioni proposte da Harrington. L’ANOVA ha messo in evidenza differenze di genere significative relativamente alla variabile depressione [F(1, 248)=20,75; p<.001], in quanto le femmine hanno ottenuto punteggi più elevati rispetto ai maschi. La MANOVA ha permesso di rilevare una maggiore presenza nelle femmine, rispetto ai maschi, di ansia di stato [F(1,248)=13.48; p<.001] e di tratto [F(1,248)=32,47; p<.001], di intolleranza emotiva [F(1,248)=12,49; p<.001] ed assertività generale/disagio [F(1,248)=9,13; p <.05]. Nelle scale diritto, realizzazione, intolleranza al disagio, rabbia di stato, rabbia di tratto e assertività generale/frequenza non sono state riscontrate differenze significative in relazione al sesso. Infine, la regressione multipla gerarchica ha evidenziato che le dimensioni del FDS sono predittrici di disfunzioni emotivo-comportamentali, in accordo con le precedenti ricerche (Harrington, 2006; Stanković, 2011). L’intolleranza al disagio è predittrice della depressione e della rabbia di stato; l’intolleranza emotiva è predittrice dell’ansia di stato, dell’ansia di tratto e del disagio nel manifestare comportamenti assertivi. Nella rabbia di tratto predittore positivo risulta essere la dimensione diritto, mentre l’intolleranza emotiva è negativamente predittiva della rabbia di tratto. Discussione. I risultati ottenuti indicano che le varie dimensioni della FDS possono essere coinvolte in differenti manifestazioni emotive e comportamentali, considerate di particolare rilevanza nella predizione del successo accademico (Wilde, 2012). I dati ottenuti confermano la validità della versione italiana dello strumento e forniscono una prova della sua applicabilità in una cultura diversa.
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